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Roberto
Vetri. oltre che essere un ottimo
arciere storico (Arcieri del melograno,
Monteveglio), è un validissimo
archeotecnico, realizza archi in legno
con utensili filologici, e con uno
spirito assolutamente originale - a
volte - iconoclasta. Ma i fatti (per
adesso) gli stanno dando ragione. Ha
partecipato come docente a diversi
workshop in importanti luoghi di
cultura preistorica, come il parco delle
Terramare di Montale (Mo), il Parco
Neolitico di Travo (Pc), il Museo
Archeologico dell'Alto Adige (Bz), il
Museo Nazionale di Muro Lucano (Pz) ed
altri. E' il direttore della
Delegazione di Monteveglio per
Paleoworking.
In questa
pagina sono illustrate le immagini delle
svariate ricostruzioni a scopo di studio
dell'Arco di Holmegaard (in realtà due
modelli, l'"A" di 154 cm. e il "B" di
170 cm, secondo la classificazione d
Clark, 1966) effettuate recentemente:
probabilmente la geometria d'arco in
legno più efficiente mai realizzata
dall'uomo preistorico. Vetri è
particolarmente attento al processo
sperimentale: ogni ricostruzione è stata
testata secondo standard rigorosi. Il
suo obiettivo è quello di determinare i
rapporti tra l'andamento lineare dei
profili dei flettenti alla progressione
degli spessori, lavorando su diversi
legni e realizzando delle osservazioni
specifiche su di essi in funzione della
specie, luogo di crescita, esposizione
solare, umidità del terreno.
In un
processo sperimentale simile, la
difficoltà sta proprio nell'isolare le
variabili una ad una: ciò significa
operare in modo sistematico e compiendo
osservazioni e misurazioni il più
possibile rigorose.
Anche sul
processo di realizzazione, nella
fattispecie di quest'arco, lo studio
sugli utensili è condotto con rigore:
l'arco di Holmengard (anzi, Gli Archi di
Holmegaard) sono mesolitici, e l'uomo di
quel tempo poteva utilizzare solamente
pietre di diverse proprietà o lame di
osso, lavorando il legno da verde e
seguendo il processo di stagionatura
naturale progressivamente nel tempo. Il
progetto Holmegaard di Vetri (che
consiste nello studio attraverso la
riproduzione dei due archi ritrovati
nelle torbiere della Danimarca, in legno
di olmo) fino ad ora ha permesso la
scoperta di dettagli molto interessanti,
anche se il lavoro da compiere è ancora
enorme prima di giungere ad una
possibile sintesi. La filosofia di
lavoro di vetri è comunque legata al
proncipio di ergonomia: qualsiasi
ipotesi è testata sulla base del
concetto di "miglior risultato con il
minore sforzo"...chi può dargli torto? |