Breve storia
di Paleoworking
L’associazione nasce a Rovigo, presso il Museo dei Grandi
Fiumi, nel 2002 per volontà di alcuni ricercatori e appassionati
per proporre, nell’allora nascente “mercato” della
valorizzazione dei Beni Culturali e della didattica verso le
Scuole, una serie di servizi ad alta valenza scientifica, ma
nello stesso tempo in grado di coinvolgere il grande numero di
studenti e laureati nei corsi di laurea universitari, in modo
diretto e informale.
In realtà, la domanda di un’offerta strutturata nel campo della
valorizzazione del territorio da un punto di vista archeologico
era latente da tempo: mentre nel resto dell’Europa si affermava
la validità dei Centri didattico – divulgativi diffusi
(Archeoparchi) in cui giovani ricercatori iniziavano ed
integravano il loro percorso accademico e sempre più visitatori
affluivano e fruivano dei servizi turistico – culturali, in
Italia alcuni luoghi (spesso a ridosso di scavi o Musei) si
assisteva a sporadiche “spettacolarizzazioni” dell’archeologia
in cui lo spettacolo a volte “prendeva piede” sulla
scientificità e sulla correttezza della divulgazione.
Paleoworking nacque quindi con questo intento: porsi in questo
mercato nascente evidenziando, da un lato, la necessità di un
percorso scientificamente corretto nell’ambito dell’Archeologia
sperimentale (definizione di un codice deontologico per la
didattica) da un altro quello di colmare dei “vuoti” strategici
attraverso una opportuna comunicazione e strutturazione di rete
sul territorio.
Grazie alle referenze accademiche e agli sforzi degli
organizzatori/coordinatori, nel giro di tre anni Paleoworking
apre delegazioni in tutta Italia, raggiunge la quota (odierna)
di circa 500 tesserati in 23 delegazioni, cercando di promuovere
servizi che toccano la formazione (attivando sul territorio un
modello di “Corso di Formazione Professionale” per Tecnologi dei
Beni Culturali), la divulgazione e comunicazione (lavorando con
le Scuole primarie e secondarie) La spettacolarizzazione
(ricostruzione di eventi o Living History) e la tecnologia di
lavorazione per la produzione di repliche di manufatti, questo
anche con il concorso delle tecnologie avanzate di reverse
engineering, rivolte al merchandising museale di qualità. La
sede nazionale dell’associazione, fino al 2004 a Rovigo, oggi è
a Bologna. L'associazione conta su archeologi, studiosi di
antropologia e archeologi sperimentali che hanno collaborato
singolarmente o in equipe a diversi progetti.
>>>Curriculum esteso