Arcosophia n.7
Supplemento al n.7 di
Arco - Novembre/Dicembre 2007
1.
Editoriale
Giochi e giocattoli
di Vittorio Brizzi
2. Un
processo di ingegneria inversa
sulla cuspide in selce di Tabina 1
di Vittorio Brizzi
3. La
via pubblica e privata nell’India antica
(Prima parte)
di Vittorio Brizzi
4.
Le balestre di corno a Venezia nel ’200
di Alessio Cenni
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Editoriale
Giochi e giocattoli
di Vittorio Brizzi
Intitolo così il mio consueto editoriale in omaggio all’opera della
Auboyer, qui presentata nella sua parte iniziale. Prima devo però
rivolgere un sentito grazie a Ircano Romano che ce l’ha raccomandata
e ceduta, ed al suo straordinario (e raffinato) fiuto bibliografico.
Les jeux et les jouets (Giochi e giocattoli) è il sottotitolo del
volume VI dell’opera dedicata a La vie publique et privée dans l’Inde
ancienne, in cui in stile enciclopedico vengono descritte attitudini
sociali e costumi dell’India antica, spesso in forma monografica,
dal II secolo a.C. al VII d.C. Giochi e giocattoli come titolo fa
sorridere, ma è una sacra ed innegabile verità, per noi. Leggendo
l’intricata descrizione delle posizioni (o forme) canonizzate in
questa aristocratica disciplina, molto risulta incomprensibile, e
moltissimo fa sognare, evocando un immaginario di dei ed eroi.
L’India è uno straordinario Paese, mai come oggi modernamente vicino
al nostro. La sua storia è intricata e tormentata, ricca di
contraddizioni, fascino misterioso ed estremamente legata all’arco e
alla sua simbologia. Le bellissime immagini che qui vedrete, di
tecnico, apparentemente, hanno ben poco. Ma sul prossimo numero
tenteremo un’analisi più approfondita. L’articolo seguente è una mia
ricerca sulla possibile interpretazione balistica di una particolare
punta di freccia dell’età del Bronzo, ritrovata nelle terramare di
Tabina di Magreta. È particolare e atipica per la sua morfologia, e
le conclusioni a cui sono giunto derivano da una esperienza sul
campo che dura da molti anni, sia come archeologo sperimentale che
come cacciatore con l’arco. Il pezzo di Cenni, di raffinata qualità,
mette in evidenza la severa disciplina che regolava la costruzione
delle balestre nella Venezia del ‘200. Si tratta di un contributo
eccellente che presenta per la prima volta tesi inedite ed
originali.
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