Arcosophia n.4
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Storia dell'Arcieria Islamica: i Trattati(III parte) DI GIOVANNI AMATUCCIO
Il Medioevo occidentale non conobbe una produzione letteraria legata all'arte bellica: per molti secoli l'unica opera in circolazione fu il De re militari di Flavio Renato Vegezio, risalente al V sec.1, relativo quindi ad una situazione storica quale quella del taro impero romano; anche se tale testo fu spesso tradotto e riadattato alle tecniche belliche del tempo e utilizzato quale manuale per i combattenti medievali. Se ciò fu vero per la letteratura tattica, lo fu ancor di più per quella specifica sull'arcieria, che solo nel '500, con il Toxophilus di Ascham2, trovò un'adeguata espressione. Al contrario, molto più vasta fu la produzione in lingua araba e turca sull'argomento. Gli Arabi produssero già dal X secolo trattati sull'arte della guerra, in gran parte tradotti dal persiano. Il primo trattato militare arabo conosciuto - anch'esso tradotto dal persiano - ricorda un testo d'arcieria del V sec., attribuito al semi-leggendario Barham-Gour. Costui, in realtà, era Barham V sovrano sassanide vissuto nel V secolo, spesso citato dagli scrittori arabi, che lo ritenevano il fondatore dell'arte d'arcieria. I Sassanidi erano stati i maggiori arcieri dell'antichità e avevano prodotto una ricca letteratura sull'argomento, ed a tale proposito va osservato che le conoscenze elaborate dagli arabi sull'arcieria erano sicuramente retaggio della secolare esperienza persiana. Successivamente, con l'affermarsi della lingua e della cultura arabe in tutto il Medio Oriente, si ebbe un fiorire di trattati di carattere militare. I libri sull'arcieria facevano parte di una più vasta letteratura costituita dai trattati di furusiyya ovvero la Cavalleria araba, comprendenti lavori sull'impiego delle varie armi e sull'ippiatria3. I trattati specifici d'arcieria, secondo i casi, o costituivano una parte rilevante all'interno di quelli più generali di furusiyya oppure erano redatti separatamente. La circolazione di questi trattati era spesso vincolata ad una sorta di segreto militare, mirante ad impedirne la fruizione da parte dei nemici della fede ed in particolare dei cristiani: e questo fu uno dei motivi della loro rarità e scarsa diffusione. Oltre che nei trattati militari l'arcieria costituiva argomento anche di una specifica letteratura venatoria all'interno della quale la rivestiva un ruolo di primo piano. Infine, essa era trattata ampiamente nelle opere degli ulema, la classe intellettuale islamica costituita da religiosi, giuristi, filosofi ecc. che spesso si occupava nei propri trattati dell'arcieria in quanto essa permeava la vita civile oltre che militare del mondo musulmano . La copiosa produzione letteraria di matrice araba, si giustificava innanzi tutto con l'importanza che presso quei popoli aveva l'arco come arma da guerra. Tale utilità pratica, si traduceva, poi, quasi in un culto di quest'arma e delle attività ad essa collegate. Un secondo fattore che ha portato alla proliferazione di tali trattati, è stata certamente la spiccata tendenza in ambito arabo nel medioevo, alla sistematizzazione "scientifica" di molti campi del sapere umano. Nei trattati arabi, infatti, si rileva una tendenza all'analisi degli aspetti del tiro con l'arco legati all'anatomia del corpo umano che stupisce per la sua meticolosità e precisione. Forti della propria esperienza in campo medico-anatomico, i dotti dell'arcieria elaboravano complicate e precise teorie sulla dinamica dell'azione del tiro che niente hanno da invidiare alle moderne elaborazioni scientifiche su tale argomento. Altro importante fattore della diffusione di questa letteratura tecnica, fu sicuramente costituito dal fatto che i soldati-arcieri mamelucchi erano in grande maggioranza dotati di un discreto livello di alfabetizzazione che li metteva in grado di poter leggere e studiare i manuali preparati allo scopo. Cosa questa che non trova riscontro nell'occidente, dove l'arciere inglese dei secoli XIV-XV, ad esempio, era completamente analfabeta ; e Ascham, riteneva questo motivo causa della scarsa diffusione di scritti sull'argomento. La produzione dei manoscritti copre un periodo che va dal XII al XIX secolo, con una continuità di contenuti che travalica lo scorrere dei secoli, essendo spesso le opere filiazione diretta delle precedenti. Il processo di trasmissione che avveniva attraverso la semplice copiatura dei manoscritti o con compendi successivi, e ciò ha fatto si che la tradizione dei testi sia stata spesso viziata da gravi lacune, inesattezze, errori di trascrizione e di interpretazione che hanno dato luogo a numerosi equivoci ed incomprensioni tra gli stessi autori della letteratura d'arcieria. Sebbene allo stato attuale non esista una catalogazione esaustiva di tutti i trattati di arcieria del vicino e medio Oriente, è possibile dare un’idea della sterminata produzione al riguardo con alcuni dati. La “Bibliography of Archery” di Lake e Wright4 sostiene che attualmente esistono 95 manoscritti di trattati di arcieria – tra arabi, persiani, turchi – , senza contare le varie copie dello stesso trattato. Questa cifra quasi sicuramente non è esaustiva e altri testimoni attendo probabilmente di essere aggiunti. A questi trattati specifici , inoltre andrebbero aggiunti i capitoli riguardanti l’arcieria contenuti in testi più generali di carattere militare o cinegetico. Dalle bibliografie citate da J. Heine e da Boudot Lamotte, Rieu5 è possibile individuare circa una novantina di manoscritti arabi sull'argomento sparsi per le varie biblioteche europee ed orientali; ecco qui di seguito alcuni titoli tratti dalle suddette bibliografie, che possono dare un'idea sul genere di opere:
Di seguito, invece, riporto gli indici di alcuni di questi, attraverso i quali sarà possibile rendersi conto, anche se in maniera, per l’appunto sommaria, della ricchezza di contenuti e della varietà degli aspetti della materia da essi trattati. Mardi b. 'Ali al-TARSURI, Tabsirat arbab al-albab... (Spiegazione per lo spirito sul modo di disporsi durante il combattimento.....), 1200 c.a.; Capitolo sull'arcieria. Il trattato è stato pubblicato per intero da un orientalista francese, Claude Cahen, mentre i capitoli sull'arcieria sono stati tradotti dal suo allievo Boudot Lamotte. 6 Composto da un dignitario della corte di Saladino come manuale tattico-strategico per la guerra santa contro gli infedeli, databile, quindi, al tempo della seconda Crociata. In esso è contenuto un intero capitolo dedicato all'arcieria, che rappresenta il primo trattato arabo sull'argomento conosciuto. I - La superiorità dell'arco II - Origini dell'arco III - Elogio dell'arco IV - Versi sull'arco V - Diverse denominazioni dell'arco VI - Nove qualità richieste all'arciere VII - Le successive fasi del tiro VIII- Le quindici tecniche fondamentali per il caricamento IX - Le sei tecniche secondarie X - Altri casi concernenti tecniche particolari XI - Presa della freccia X - Impugnatura XI - Incocco XII - Aggancio XIII- Trazione XIV - Mira XV - Rilascio XVI - Consigli XVII- Come tirare su un cavaliere in movimento XVIII- Come tirare su un cavaliere fermo XIX - Condotta da tenere quando un cavaliere carica con la spada. XX - Condotta da tenere quando un cavaliere carica con la lancia XXI - Come tirare su un distaccamento di cavalleria XXII - La necessità di avere due archi XXIII - Come tirare da sotto un muro XXIV - Condotta da tenere in caso di attacco condotto dal nemico simultaneamente di fronte e lateralmente XXV - Come tirare quando si è armati di altre armi XXVI - Condotta da tenere in diverse circostanze XXVII - Dimensione e forza degli archi arabi, taratura. XXVIII- Norme da rispettare XXIX - Ultimi consigli relativi alle frecce da utilizzare in funzione della forza degli archi.
Al-Asrafi al-Baklamisi al-Yunani TAYBOGHA, Mss. Paris 2833, Br.Mus.1464., Gotha 1341,2 con il titolo Gunyat al-tullab fi ma'rifat al ramy bi al-nussab (“Regole essenziali dell'arcieria per i principianti”) 1368 ca. La traduzione inglese condotta da Latham e Paterson, rappresenta l'opera più recente e più completa sull'arcieria araba, in quanto ricca di note, commenti e confronti con altri manoscritti arabi7. I - Introduzione II - I pilastri dell'arcieria III - Sull'arco IV - Sulla corda V - Sulle frecce VI - Sull'anello da pollice VII - Sui fondamenti dell'arcieria VIII- Sull'impugnatura IX - Sull'incocco X - Sull'aggancio XI - Sulla trazione XII- Sulla mira XIII- Sul rilascio XIV - Sul follow-through XV - Sul tiro da cavallo XVI - Sul tiro della balestra da cavallo XVII- Sul caricamento dell'arco XVIII - Sulla posizione XIX - Sul tiro di gittata XX - La lista dei 32 punti XXI - Sugli infortuni a cui è esposto l'arciere XXII - Sugli adeguamenti richiesti dalle differenti corporature XXIII - I sistemi dei grandi maestri dell'arcieria XXIV - Sul bisogno dell'arciere di riconoscere i propri errori e correggere l'uso delle braccia XXV - Miscellanea di tecniche ed espedienti XXVI - Sul tiro con i guida-frecce XXVII- Sulla procedura, condotta, e principi da osservare da parte del novizio XXVIII- Sulle doti e qualità di un maestro di tiro con l'arco ANONIMO MAROCCHINO, Un libro sull'eccellenza dell'arco e delle frecce e loro descrizione, anno 1500 c.a. , Ms. Garret Coll., Princeton University Library8. I - In nome di Dio il misericordioso , il compassionevole II - L'utilità degli arcieri nella guerra santa III - L'eccellenza dell'arco arabo, il suo uso, adozione... IV - I differenti tipi di arco e i più desiderevoli tra essi V - La nomenclatura degli archi arabi e delle loro differenti parti VI - I maestri arcieri VII - I principi del tiro e le differenti scuole in proposito VIII - Cose che l'arciere dovrebbe conoscere IX - Come determinare la forza di un arco, il suo peso, e il limite della forza dell'arciere X - Il testare l'arco prima del caricamento XI - Il caricamento e scaricamento XII - La curvatura dell'arco dopo il caricamento XIII - Lo scaricamento XIV - La presa della freccia XV - Le differenti trazioni e i modi di agganciare al corda XVI - Come tenere l'impugnatura con la mano sinistra XVII – L'aggancio XVIII - La trazione e i suoi limiti XIX - La mira XX - Il rilascio XXI - Il passaggio della freccia sulla mano sinistra XXII - Ferite e lussazioni sul dito indice XXIII - Il colpo della corda sul pollice destro XXIV - Il colpo della corda sull'avambraccio sinistro XXV - Il colpo della corda sul mento o sull'orecchio XXVI - Quando la punta dell'arco urta il suolo XXVII - Quando si rompe la cocca XXVIII - Le cause di un cattivo volo della freccia XXIX - L'uso dell'arco nei giorni di vento XXX - La distanza dei bersagli XXXI - La posizione in piedi e seduta per la mira XXXII - Le variazioni di lunghezza negli archi e la costruzione degli archi arabi XXXIII - La corda; come si fa e come si annoda XXXIV - La lunghezza della corda XXXV - Lo spessore della corda XXXVI - Il peso della corda in rapporto al peso dell'arco XXXVII - I differenti tipi di frecce e le varie parti di esse XXXVIII - Le punte delle frecce XXXIX - Le penne e l'impennaggio XL - Il peso delle frecce, delle punte e delle penne XLI - Punti concernenti l'arco da gittata XLII - Gli anelli da pollice XLIII - Il tiro con i guida-freccia XLIV - Il tiro acrobatico XLV - Bersagli e allenamento XLVI - Accessori XLVII - Versi sull'arco Abu Dja'far M. b. Djarir TABARI, al-Kitab al-wadih fi al-ramy bi al qaws al-arabi (Il chiaro libro sul tiro con l'arco arabo), copia datata al 1338: Ms. Uri 396. Compare anche sotto il titolo Kitab fi rimayat al-nussab, Ms. Berlin 5539. Il trattato arabo più completo e conosciuto, al quale si richiamano tutti quelli successivi. Mustafa Kani lo definisce "padre e madre di tutti i trattati di arcieria". Secondo alcuni l'autore sarebbe il celebre storico arabo al-Tabari, secondo altri, invece, si tratterebbe di un omonimo. Il trattato non è stato, purtroppo, finora tradotto e studiato e il seguente indice è tratto da Heine. I - Sull' arcieria e quanto stabilito su di essa dai versi del Corano e dagli ahadith II - Sulla prima costruzione degli archi arabi e persiani III - Sul nome degli Imam succedutisi nella pratica IV - Sul numero di usul del tiro e le loro diversità V - Sul metodo di tiro di Abu Hashim VI - La descrizione del metodo di Ishaq ar-Raffa VII - Come si prende la freccia VIII - La descrizione del quadrato (Impugnatura) IX - Sulle differenze tra gli Imam X - Sulla lunghezza delle frecce per gli arcieri XI - Sulla grandezza degli archi per gli arcieri XII - Sulla propria (cioè di Tabari) tecnica personale XIII - Su ciò che accade al dito indice (della mano destra) durante la trazione e sulla sua posizione XIV - Su ciò che fa il dito indice (della mano sinistra) dell'arciere e sulla sua posizione XV - Sul contatto della corda con l'indice XVI - Sul contatto della corda sul pollice XVII - Sulle lesioni del pollice XVIII- Le decorazioni di arco, frecce, scudo e lancia XIX - Sul segreto del tiro nei giorni di vento XX - Il tiro di notte XXI - Capitolo sull'allenamento ANONIMO, Munyatu'l-ghuzat, Versione Turco-mamelucca in lingua Cipcaza di un trattato arabo di arcieria del XIV sec.9. I - Introduzione: lode a Dio e scopo del libro; lode dell'arcieria; citazioni, ahadith e tradizioni di Maometto II - Inizi dell'arcieria, il dono fatto ad Adamo III - Gli Imam dell'arcieria (arkan, i componenti dell'arco) IV - I fondamenti del tiro con le sue varianti (impugnatura, aggancio ecc.) V - Metodi di tiro VI - Gli errori che commettono gli arcieri e le relative correzioni. VII - Conclusioni (Lunghezza dell'arco, approfondimenti e mancanze) Abu Bakr M. b. Asbag al-HARAWI, detto HULL TAWRA, Kitab al-bada'i' wa al-asrar fi haqiqat al-radd wa al-intisar wa gamid ma-jtama'at 'alayhi al.rumat fi al-amsar (“Libro delle curiosità e dei misteri sulla lotta al nemico e la vittoria e il nascosto, su ciò su cui gli arcieri nel mondo sono d'accordo”),1390. Scritto nella Spagna musulmana del XIV secolo, contiene un primo capitolo dedicato interamente all'uso dell' “arco da piede”, cioè la balestra. Non è stato ancora studiato e tradotto. I - Sul vantaggio del tiro con l'arco, tipi di archi e quali di essi siano da preferire. (Gran parte del capitolo è dedicata all' "arco da piede", cioè la balestra). II - Sull'invenzione dei diversi tipi di arco, e coloro che per primi ne hanno fatto uso . III - Denominazione delle componenti dell'arco arabo, tecnica di tiro con precise descrizioni dei suoi principi. (Il capitolo contiene: informazioni sui diversi tipi di arco; denominazioni delle sue componenti, delle frecce e degl'impennaggi; notizie generali sul modo di caricare l'arco e di incoccare la freccia; usul e furu; taratura dell'arco e possibili difetti; tecniche di caricamento e di scaricamento dell'arco; posizione di tiro; impugnatura; aggancio; rilascio; lunghezza della freccia sulla mano sinistra; trazione e mira.) IV - Difetti e danni del tiro e come evitarli V - (mancante) VI - Peso e dimensioni dell'arco, frecce e bersaglio ( Contiene informazioni sulla forza degli archi, sul loro peso e su quello delle frecce, punte e penne, oltre a indicazioni sulla dimensione dei bersagli e la loro distanza) VII - Fabbricazione delle frecce e l'applicazione delle punte (Parla della forma e lunghezza delle aste e delle punte) VIII - Tipi di corde, loro costruzione e peso per ogni tipo di condizione atmosferica IX - Il tiro corretto con frecce lunghe. (Indicazioni su alcuni tipi di tiri di abilità: al filo della spada, all'anello, al crine di cavallo, alla lampada, al rumore al buio, a piccoli oggetti al suolo, ad uccelli in volo con l'arco a palla) X - Il tiro corretto con le frecce da gittata (Contiene la descrizione dell'arco a palla e del mijrat ) XI - Sui tipi di bersagli e sui rispettivi tiri, il tiro continuo e il tiro con altre armi (Indicazioni sul tiro per i principianti; tecniche di tiro rapido con le frecce in mano; modo di tirare e portare spada e faretra; brevi cenni ai tipi di faretre; modi di tirare del cavaliere ad una latro cavaliere e del fante ad un altro fante) XII - Sulla competizione ed i suoi trucchi, ciò che è consentito e ciò che è proibito sul campo di gara A questa lista andrebbero aggiunti molti altri manoscritti persiani che in realtà rappresentano gli antenati di quelli arabi che però sono totalmente sconosciuti ed inesplorati. In epoca successiva i Turchi ottomani ripresero la tradizione letteraria araba legata allo studio del tiro con l'arco, focalizzando, però, l'attenzione sull'aspetto sportivo . Infatti, al contrario di quanto accadde nei paesi arabi, dove - con l'avvento delle armi da fuoco, la tradizione dell'arcieria fu pressoché completamente abbandonata - nell'impero ottomano, sin dagli inizi della sua fondazione, essa conservò un ruolo di primo piano dal punto di vista bellico. Infatti i Turchi, nelle battaglie contro i Cristiani, continuarono ad usare l'arco accanto alle armi da fuoco fino al XVIII sec. Ma soprattutto, il tiro con l'arco divenne per loro uno sport, nell'accezione moderna del termine, anche se esso rimaneva inscindibilmente legato alla religione. Quindi, dal punto di vista letterario, i manuali turchi, se da una parte recuperavano la tradizione manualistica araba, dall'altra trattano l'argomento visto da un un'angolazione per così dire sportiva e religiosa. Il trattato qui presentato, è di epoca molto tarda (XIX sec.) e si pone quasi a chiusura della vasta tradizione precedente. Come si legge nel mandato del Sultano all'autore, il libro ha lo scopo di raccogliere gli antichi trattati arabi e turchi e di compendiarli ad uso degli arcieri dell'epoca. "In aggiunta ai numerosi trattati sul tiro con l'arco di molti autori ... molti altri dettagliati lavori sullo stesso argomento sono stati scritti in poesia o in prosa, in arabo, persiano e turco. Nonostante ciò, è impossibile per coloro che vogliano apprendere quest'arte accedere a questi trattati. E laddove ciò fosse possibile , il loro proficuo studio sarebbe difficile. Poiché questi trattati, per la maggior parte, a causa dei loro contenuti attinenti a molte strane teorie e a cose inusuali, sono prolissi e quasi impossibili da comprendere... E' quindi probabile che anche se gli argomenti dell'istruzione e dell'apprendimento, con i relativi aspetti e il loro valore, possono essere trasmessi oralmente, il novizio non potrebbe essere in grado di apprendere i fondamenti dell'arte e le sue verità, così che col tempo potrebbero andare perduti. In conformità a ciò, vi procurerete e leggerete questi trattati...compilando un compendio con una breve e utile presentazione. E allo stesso tempo sarete attento nel registrare le regole prevalenti ai nostri giorni. Preparate un trattato sull'arcieria , per l'uso e il beneficio di tutti coloro che sono devoti della sua pratica". il Reisal rumat resta un'opera fondamentale per la comprensione di tutta la letteratura precedente a cui esso è esplicitamente ispirato. Mustafa Kani, Telhis resail er-rumat (“Compendio dei trattati di arcieria”), Istanbul 184710. Tradotto parzialmente in BOHA, TUAR e UBBO. Introduzione: Ordine reale di Mohammed II Estratti dal trattato di Abdullah Efendi Imam della Moschea di Ejub Ansari, comprendenti: i 40 ahadith del Profeta, un'appendice sugli Imam dell'arcieria, gli archi del Profeta e l'origine religiosa dell'arcieria. I capitolo · La leggenda delle origini dell'arco · La catena della discendenza dei Pir o Imam dell'arcieria da Sa'd b. abi Wakkas, compagno del Profeta, fino ai tempi attuali · Alcune utili osservazioni, sul campo da tiro come pure sul motivo per cui gli arcieri devono tirare un numero stabilito di frecce. II capitolo · Procedura per l'ammissione del novizio nelle gilde degli arcieri · Il segreto dell'impugnatura (kabza) · I fondamenti del tiro: mushamma, l'impugnatura, l'aggancio, il rilascio, la postura e la mira, il tiro da seduti, tiro sotto la corda, mira, l'allenamento, errori del siper, il rilascio a 44 gradi, posizione dei piedi, archi forti, ancora sul rilascio, riepilogo sull' impugnatura e la posizione, il tiro durante la cerimonia del ricevimento della kabza. III capitolo · Excursus sul tiro di gittata ai tempi del sultano Mohamed II e sui campi da tiro.
IV capitolo · Costruzione ed uso dell'anello da pollice · Il siper · Il tiro col vento · Caricamento dell'arco · Costruzione e lunghezza della corda · Vari tipi di archi, lunghezza e differenza tra l'arco arabo e quello persiano · Tecnica di costruzione degli archi compositi · Le punte · Riparazione delle frecce · Gli errori degli arcieri · La dieta degli arcieri · Posizione del mushamma · Il battyah · Organizzazione della gilda di Istanbul e il campo da tiro · I records di distanza · Lista dei detentori dei records con le rispettive distanze raggiunte 1Il de re militari di Renato Flavio Vegezio è disponibile, con traduzione italiana, in A. Angelini, "L'arte militare" di Flavio Renato Vegezio, Roma 1984. 2Roger Ascham, Toxophilus. La scuola di tiro, ed. it. a c. di S. Benini, Greentime, Bologna 1994. 3Per un'analisi dei tratti di furusyya, cf. J.T. Reinaud, De l'art militaire chez les arabes au Moyen Age, in "Journal Asiatique", IV-XII, 1848; pp.195 e ss. 4Fred Lake – Hal Wright, Bibliography of Archery, Manchester 1974, rist. Derrydale Press Lyon,1994. 5Joachim Hein, Bogenhandwerk und Bogensport bei den Osmanen, in "Der Islam", XIV(1925), pp. 298-360, - XV(1926) , pp. 1-78, 234-294. André Boudot Lamotte, Contribution à l'étude de l'archerie musulmane, Damasco 1968. C. Rieu, Supplement to the catalogue of the Arabic manuscripts in the British Museum. London 1894. 6Claude Cahen, Un traité d'armurie composè pour Saladin, in "Bulletttin d'Etudes Orientales", XII, 1947; Boudot Lamotte, op. cit. 7J.D. Latham – R.N. Paterson, Saracen Archery, Holland Press, London 1970. 8N.A Faris – R.P. Elmer, Arab Archery, Princeton 1945. 9ed. a c. di Ananiasz Zajaczkowski, in "Roczink Orientalistyczny", XX, Warsawa, 1956, pp. 163-172. Commentato, ma non tradotto, in Polacco; Munyatu'l-ghuzat. A 14th Century Mamluk-Kiptchak Military Treatise, tradotto da Kurtulus Öztopçu.(Sources of Oriental Languages and Literatures 13, 1989). 10Il libro è stato parzialmente tradotto in tedesco da Joachim Hein, op. cit., e in inglese da Paul E. Klopsteg, Turkish Archery and Composite Bow, New York 1934 (rist. Manchester 1987). Di recente è stato pubblicata una traduzione inglese parziale: Sacred Archery. The Forty Prophetic Traditions, a c. di A.R.M Reines – S.A. Khan – Radhia Shukrullah, Himma Press 2005. foto1: Shahnameh di Baisonghor (circa 1430) Particolare di una battuta di caccia alla presenza di Baisonghor Mirza, Persia foto2: Murakka Gulshan. Un sovrano assiste ad una battuta di caccia. Herat, fine del XV sec. , Persia foto3: Shahnameh di Baisonghor (circa 1430) – particolare della Battaglia tra gli eserciti Iranico e Turanico, Persia foto4: Siyah Kalem (XV sec )– particolare da L’Accampamento di Nomadi - L’Albo del Conquistatore, Turchia.
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