Un
viaggio nel tempo da Parigi a Londra
DI FRANCO CARMINATI
Sono innumerevoli gli aneddoti sui
regolamenti nei Giochi Olimpici e della partecipazione del tiro con
l’arco. A cominciare dalle edizioni del 1900 e del 1908.
Sull’onda dell’entusiasmo prodotto
dalla vittoria di Marco Galiazzo alle Olimpiadi di Atene, dopo
alcuni storici piazzamenti in precedenti edizioni, il tiro con
l’arco sta ora vivendo un momento di forte attenzione da parte del
grosso pubblico e dei media che in questa occasione scoprono, con
stupore, che la specialità fa anch’essa parte degli sport olimpici.
In verità il tiro con l’arco è stato presente alle Olimpiadi già
dall’edizione dei Giochi di Parigi del 1900, seconda in ordine di
tempo, per poi uscirne dopo la sesta per scarsa considerazione e
contrasti vari faticando assai per rientrarvi nel 1972. Di queste
edizioni che hanno preceduto la nascita della Federazione
internazionale di tiro con l’arco (Fita) nel 1931 ben poco si
conosce ed ancor meno si parla in quanto è difficile reperire le
regole, lo svolgimento, i nomi dei vincitori e la cronaca.
Una motivazione di oblio certamente è
da ricercarsi nel fatto che la mancanza di un coordinamento
internazionale consentì l’impiego di regole diverse di volta in
volta ed ogni Paese organizzatore tese ad imporre i propri usi e
costumi. Questa variabilità di regolamenti che mise a proprio agio
ogni volta unicamente i concorrenti della Nazione organizzatrice a
danno degli altri creò malcontento in particolare nei Paesi a più
forte tradizione arcieristica e determinò praticamente l’uscita
della specialità dai Giochi dopo il 1920.
Non solamente, ma potendosi variare
con facilità il numero, oltre che le regole, degli sport presenti
con la possibilità di dare maggior risalto a quelli più praticati
nel Paese organizzatore si ha modo di rilevare come nelle edizioni
francese ed inglese, Paesi a più forte tradizione arcieristica, il
tiro con l’arco fu presente mentre a Saint-Louis nel 1904 ed a
Stoccolma nel 1912 l’arco fu escluso. Unica incognita da chiarire
per completare il quadro rimane l’Olimpiade di Anversa nel 1920,
edizione nella quale sembrerebbe essere stato presente l’arco, ma di
questa presenza non si sono per ora trovate prove e notizie precise.
È in ogni caso interessante analizzare
i regolamenti che ressero e guidarono queste prime apparizioni dello
sport alle Olimpiadi al fine di fotografare la situazione
arcieristica del tempo nei diversi Paesi nonché analizzare
l’evoluzione nel tempo ed a volte l’involuzione dei medesimi per
seguire le mutevoli mode o le richieste del mercato che della vera
essenza dello sport ben poco si occupa. Non si intende, in questa
sede, seguire passo passo tutta l’evoluzione dei regolamenti nel
tempo, ma semplicemente analizzare e presentare quelli ritrovati, a
fatica, delle prime due edizioni dei Giochi in cui l’arco fu
presente che ritengo poco conosciuti ed ancor meno studiati e
precisamente a Parigi nel 1900 e a Londra nel 1908.

L’edizione di Parigi
In questa edizione i Giochi furono
inglobati nella Esposizione universale ed alle prove di carattere
olimpico furono affiancate altre prove nazionali o di carattere
collaterale. Il tiro con l’arco si svolse seguendo un regolamento
redatto ad hoc che ricalcò quello in uso presso le Compagnie dei
Chevaliers de L’Arc (che godevano di grande considerazione nel mondo
sportivo francese dell’epoca) ed anche la targa regolamentare fu
quella in uso per il tiro tradizionale Beursault nei colori bianco e
nero (Figura 1). Questa targa da cm. 48 all’esterno del bordo (detto
Cordon Doré) e cm. 45 all’interno del medesimo è suddivisa in tre
zone di punteggio, ossia: tre punti all’interno di un cerchio di 15
cm., due punti nell’anello tra 15 e 30 cm. e un punto nell’anello
tra 30 e 45 cm. Il punto di linea è a svantaggio del concorrente e
l’intero bordo esterno non conta.
Per differenziare i migliori tiratori
è ancora presente un cerchietto nero interno all’area da tre punti
con diametro da soli 5 cm. che ha valore solo in caso di parità
quale spareggio. Il campo di gara fu approntato nel recinto del
vecchio velodromo municipale di Vincennes con corsie da percorrersi
in andata e ritorno con batti freccia disposti sulle due testate
delle corsie medesime (Foto 1, Foto 2).
La distanza di tiro fu di 50 metri e
si tirò una sola freccia in andata ed una in ritorno. L’insieme di
queste due frecce si chiama da sempre serie (più precisamente halt)
e l’intero concorso fu articolato su venti serie (40 frecce). Altre
particolarità di questa gara furono rappresentate da:
l la possibilità di partecipare alla
competizione in giorni vari a partire dal lunedì 28 maggio per
proseguire il giorno 29 ed ancora domenica 3 giugno oltre a tutti i
lunedì, martedì, giovedì e domeniche e poi ancora continuativamente
dall’8 al 17 luglio;
l la tassa di iscrizione fu di due
franchi per ogni arciere di compagnie francesi o per gli stranieri
(su domanda scritta), ma se il tiratore non era membro di una
compagnia di arcieri riconosciuta poteva partecipare solo a patto di
fare una donazione di 10 franchi e pagare una tassa di iscrizione di
0,75 franchi. Come si può chiaramente comprendere evidentemente non
esistevano né rappresentative né squadre nazionali né limiti
numerici di partecipazione;
l tutti i commissari di gara ed i
dirigenti furono francesi scelti tra i maggiorenti della federazione
delle Compagnie d’Arco dell’Ile de France ed i rappresentanti delle
diverse compagnie di arcieri della Francia del nord;
l la competizione, che fungeva da
eliminatoria alla finale, era dotata di 130 premi in denaro con una
dotazione complessiva di 9400 franchi suddivisi sui risultati
ottenuti nei tiri fatti dalla postazione di inizio della
competizione e quelli fatti nei tiri di ritorno oltre a quelli
realizzati valutando solo le frecce all’interno del cerchietto nero
centrale;
l a parità di punteggio venivano
verificati prima i colpi a più alto punteggio poi il numero di
frecce nel bersaglio indi (quale estrema ratio) l’ordine di tiro A
prevaleva su B e C su D.

A questa eliminatoria seguiva la gara
denominata Championnat international che si svolgeva secondo le
seguenti regole:
l partecipazione prevista per il
vincitore del campionato di Francia ed il tiratore straniero con il
maggior numero di frecce tirate dentro il bersaglio nella gara
eliminatoria (non si precisa chi si dovesse scegliere nel caso in
cui un tiratore con il maggior numero di frecce nel bersaglio non
fosse quello con il punteggio più alto. In ogni caso era richiesto
che avesse messo almeno 25 frecce nel bersaglio).
Nel caso non si presentassero
stranieri, la gara avrebbe dovuto essere disputata tra il primo ed
il secondo del Campionato di Francia:
l la gara si svolse sul tiro di 40
frecce seguendo le stesse regole sopra esposte;
l la domanda di partecipazione fu
richiesto venisse fatta per iscritto ed entro il 25 maggio.
A puro titolo di curiosità si segnala
che il vincitore del Campionato internazionale denominato anche
Champion du Monde fu il francese Henri Héronin. Nulla si è reperito
circa le classifiche e quindi i nomi degli altri concorrenti. Oltre
ad un diploma d’onore fu prevista la consegna di una targa in oro
del valore di 500 franchi.

L’edizione di Londra
Per questa edizione le competizioni
previste furono due per gli uomini e una femminile, più
precisamente:
Uomini. Uno York Round costituito dal
tiro di 72 frecce a 100 yarde (91,4 metri); 48 frecce a 80 yarde (73
metri) e 24 frecce a 60 yarde (54,8 metri). I tiri furono suddivisi
in serie da sei frecce divise in gruppi da tre frecce.
Una competizione definita Continentale
costituita dal tiro di 46 frecce a 50 metri in ventitreesima serie
da due frecce, ma su bersaglio inglese a colori e non bianco e nero
a schema francese.
Ladies. Un National Round composto da
48 frecce a 60 yarde (54,8 metri) e 24 frecce a 50 yarde (45,7
metri). Ogni Paese aveva diritto ad iscrivere un massimo di 30
concorrenti per tipo di gara. Ecco i regolamenti e le condizioni dei
Concorsi con il Sistema britannico.
Gli arbitri e i funzionari necessari
per la manifestazione sono stati forniti dalla Royal Toxophilite
Society. Le donne tireranno in una giornata un National Round. Gli
uomini tireranno in una giornata un York Round. I bersagli devono
essere posti a distanze superiori a quelle di tiro mentre le linee
di tiro verranno tracciate alle distanze esatte e da queste dovranno
essere eseguiti i tiri.
Tutti i bersagli avranno un diametro
di quattro piedi (122 cm.) ed il centro sarà a quattro piedi da
terra. Il responsabile di ogni bersaglio sarà il numero 3 e verrà
coadiuvato dal numero 4. Le frecce di ciascun tiratore devono essere
contrassegnate chiaramente con il nome o le iniziali del medesimo in
modo che le stesse possano essere facilmente individuabili. I
tiratori non devono togliere le frecce dal bersaglio prima che il
responsabile abbia segnato il punteggio.
Se una freccia viene tolta prima della
registrazione del punteggio verrà dichiarata nulla. Se un tiratore
nono sarà in condizione di tirare quando gli altri concorrenti hanno
terminato perderà il diritto di tirare quella serie e le frecce
saranno annullate.
Non è consentito agli uomini fumare
presso i bersagli delle donne ed è particolarmente raccomandato a
tutte le persone di astenersi da qualsiasi rumore o riflessione ad
alta voce che possa disturbare il tiratore, nonché è proibito a
chiunque di stare sulla linea di tiro se non è un concorrente.
Nessuno, al di fuori dei concorrenti in gara, potrà rimanere davanti
ai bersagli. Il valore dei cerchi sulla targa saranno i seguenti:
Oro, 9 punti; Rosso, 7 punti; Blu, 5 punti; Nero, 3 punti; Bianco, 1
punto.
La valutazione del punteggio è da
considerarsi a favore del tiratore (ossia se la freccia morde due
colori le si attribuisce il punteggio maggiore). In caso di
contestazione decide il responsabile di bersaglio con diritto di
appello all’arbitro. In caso di parità di punteggio tra concorrenti
il vantaggio verrà assegnato a colui che avrà più colpi nel
bersaglio.
Se la parità di punteggio e di colpi
permane si dovrà favorire chi ha più punti alla distanza più lunga.
Se infine la parità permane si dovrà
valutare il numero di colpi nel bersaglio alla distanza più lunga.
Se, a causa del cattivo tempo, il numero completo di frecce non
viene tirato il primo giorno le frecce mancanti verranno tirate,
ove possibile, il giorno seguente.
Nessun premio verrà assegnato prima
che tutte le frecce siano state tirate. Nessun tiro potrà essere
consentito al di fuori della competizione. Nessun tiratore potrà
superare la linea di tiro prima che tutti gli altri concorrenti
abbiano terminato di tirare e prima che il segnale apposito sia
stato dato. Per le controversie sull’assegnazione di punteggi
l’arbitro sarà giudice inappellabile.

Ecco le regole del concorso su targhe
inglesi. Il tiro si effettuerà a metri 50. Ogni concorrente dovrà
tirare al suo turno una sola freccia per ogni mezza serie (come
nella competizione di Parigi). I batti freccia in paglia saranno
disposti su due linee parallele distanti 54 metri e le linee di tiro
dovranno trovarsi quattro metri in avanti rispetto a queste linee.
La distanza tra i batti freccia dovrà essere di tre metri valutati
da bordo a bordo.
Il centro delle targhe dovrà trovarsi
a circa 1,40 metri da terra. Le targhe dovranno avere un diametro di
metri 1,40. I bersagli del diametro di 1,40 metri devono portare dei
cerchi concentrici simili ai bersagli inglesi. Una freccia mordente
due zone assumerà il valore della zona più elevata.
Le regole di tiro. I concorrenti
saranno divisi in plotoni di otto tiratori e sarà loro assegnata una
copia di bersagli. Su questa i componenti tireranno a turno in base
all’ordine di sorteggio. Tutti i plotoni dovranno tirare nel
medesimo tempo. Ciascun plotone avrà un segna punti qualificato
sotto la supervisione del responsabile del bersaglio che sarà, in
ogni plotone, il tiratore numero tre. Nessuno dovrà togliere la
propria freccia prima di esserne stato autorizzato e che il
punteggio sia stato registrato.
I plotoni dovranno spostarsi da un
fronte all’altro ordinatamente al segnale del commissario di gara.
Questi dovrà assicurarsi che tutti i plotoni hanno finito di tirare
prima di dare il segnale di partenza. Si raccomanda al responsabile
di ogni plotone di portarsi sulla linea di tiro ed alzare l’arco
sopra la testa non appena l’ultimo tiratore del suo plotone ha
terminato di tirare.
Avvisi importanti. La linea di tiro
sarà solo accessibile ai concorrenti, ai segna-punti ed ai
commissari preposti. Solo il tiratore in fase di tiro deve essere
sulla linea medesima mentre gli altri dovranno tenersi in posizione
arretrata dietro i bersagli.
È raccomandato ai medesimi di
astenersi dal fare qualsivoglia rumore o commenti che possano
disturbare il tiratore in fase di tiro. In aggiunta tutte le regole
ordinariamente osservate nelle Compagnie appartenenti alla
Chevalerie de l’Arc dovranno essere scrupolosamente rispettate. I
commissari preposti sono incaricati di verificarne l’osservanza
scrupolosa e rigorosa.
Regole aggiuntive.
In caso di parità di punteggio tra due
o più concorrenti il vantaggio sarà attribuito a colui che ha più
colpi nel bersaglio. In caso che tanto i punti quanto i colpi siano
uguali il vantaggio va a chi ha realizzato più ori. Queste, in
sintesi, le regole di gara nelle due prime Olimpiadi in cui l’arco
fu presente. Molte potrebbero essere le osservazioni ed i commenti
favorevoli e contrari a ciascuna delle due, tuttavia, trattandosi di
storia, non possiamo che prenderle così come ci sono pervenute.
Parimenti, le riflessioni possono essere le più diverse dettate sia
dall’esperienza di tante edizioni dei Giochi ormai passate sia dal
credo arcieristico di ognuno.
Da quando pratico il tiro con l’arco
ho già visto il susseguirsi di diversi tipi di regolamento ed ognuno
di essi è stato giubilato poiché poco consono alle richieste del
momento quindi non rimane che attendere per registrare nuove
ulteriori modifiche in meglio o in peggio nei prossimi anni.
Tuttavia non possiamo non guardare con
ammirazione quegli innamorati del tiro con l’arco che ne mantengono
viva la tradizione tirando nel rispetto delle stesse regole da oltre
ottocento anni.
Franco Carminati
La documentazione di base
dell’articolo
proviene dal Museo dello sport di
Parigi
e dal Museo del Cio di Losanna.
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