Arco n.1
2005
 


Arco n.1 
Franco Carminati: Un viaggio nel tempo da Parigi a Londra
Arco n.1 
Alessio Cenni: Le tante vite della balestra

Arco n.2 
Robert W.Halpin: Trattato sui materiali delle corde per archi (I)

Arco n.3 
Robert W.Halpin: Trattato sui materiali delle corde per archi (II)
Arco n.3 
Deborah Mauro: Ansia somatica ed interventi di mental training

Arco n.4 
Vittorio Brizzi: Gli “archi” di Montale
Arco n.4 
Alessio Cenni: Un millenario esercito di terracotta
Arco n.4 
Matteo Iuso: La costruzione delle frecce nel Medioevo

Arco n.6 
Vittorio Brizzi - Giovanni Amatuccio: La via dell’arciere mediterraneo (I)
Arco n.6 
Alessio Cenni: Frecce da guerra e da caccia

 

 

Un viaggio nel tempo da Parigi a Londra
DI FRANCO CARMINATI
 

Sono innumerevoli gli aneddoti sui regolamenti nei Giochi Olimpici e della partecipazione del tiro con l’arco. A cominciare dalle edizioni del 1900 e del 1908.

 

Sull’onda dell’entusiasmo prodotto dalla vittoria di Marco Galiazzo alle Olimpiadi di Atene, dopo alcuni storici piazzamenti in precedenti edizioni, il tiro con l’arco sta ora vivendo un momento di forte attenzione da parte del grosso pubblico e dei media che in questa occasione scoprono, con stupore, che la specialità fa anch’essa parte degli sport olimpici. In verità il tiro con l’arco è stato presente alle Olimpiadi già dall’edizione dei Giochi di Parigi del 1900, seconda in ordine di tempo, per poi uscirne dopo la sesta per scarsa considerazione e contrasti vari faticando assai per rientrarvi nel 1972. Di queste edizioni che hanno preceduto la nascita della Federazione internazionale di tiro con l’arco (Fita) nel 1931 ben poco si conosce ed ancor meno si parla in quanto è difficile reperire le regole, lo svolgimento, i nomi dei vincitori e la cronaca.

Una motivazione di oblio certamente è da ricercarsi nel fatto che la mancanza di un coordinamento internazionale consentì l’impiego di regole diverse di volta in volta ed ogni Paese organizzatore tese ad imporre i propri usi e costumi. Questa variabilità di regolamenti che mise a proprio agio ogni volta unicamente i concorrenti della Nazione organizzatrice a danno degli altri creò malcontento in particolare nei Paesi a più forte tradizione arcieristica e determinò praticamente l’uscita della specialità dai Giochi dopo il 1920.

Non solamente, ma potendosi variare con facilità il numero, oltre che le regole, degli sport presenti con la possibilità di dare maggior risalto a quelli più praticati nel Paese organizzatore si ha modo di rilevare come nelle edizioni francese ed inglese, Paesi a più forte tradizione arcieristica, il tiro con l’arco fu presente mentre a Saint-Louis nel 1904 ed a Stoccolma nel 1912 l’arco fu escluso. Unica incognita da chiarire per completare il quadro rimane l’Olimpiade di Anversa nel 1920, edizione nella quale sembrerebbe essere stato presente l’arco, ma di questa presenza non si sono per ora trovate prove e notizie precise.

È in ogni caso interessante analizzare i regolamenti che ressero e guidarono queste prime apparizioni dello sport alle Olimpiadi al fine di fotografare la situazione arcieristica del tempo nei diversi Paesi nonché analizzare l’evoluzione nel tempo ed a volte l’involuzione dei medesimi per seguire le mutevoli mode o le richieste del mercato che della vera essenza dello sport ben poco si occupa. Non si intende, in questa sede, seguire passo passo tutta l’evoluzione dei regolamenti nel tempo, ma semplicemente analizzare e presentare quelli ritrovati, a fatica, delle prime due edizioni dei Giochi in cui l’arco fu presente che ritengo poco conosciuti ed ancor meno studiati e precisamente a Parigi nel 1900 e a Londra nel 1908.

 

 

L’edizione di Parigi

In questa edizione i Giochi furono inglobati nella Esposizione universale ed alle prove di carattere olimpico furono affiancate altre prove nazionali o di carattere collaterale. Il tiro con l’arco si svolse seguendo un regolamento redatto ad hoc che ricalcò quello in uso presso le Compagnie dei Chevaliers de L’Arc (che godevano di grande considerazione nel mondo sportivo francese dell’epoca) ed anche la targa regolamentare fu quella in uso per il tiro tradizionale Beursault nei colori bianco e nero (Figura 1). Questa targa da cm. 48 all’esterno del bordo (detto Cordon Doré) e cm. 45 all’interno del medesimo è suddivisa in tre zone di punteggio, ossia: tre punti all’interno di un cerchio di 15 cm., due punti nell’anello tra 15 e 30 cm. e un punto nell’anello tra 30 e 45 cm. Il punto di linea è a svantaggio del concorrente e l’intero bordo esterno non conta.

Per differenziare i migliori tiratori è ancora presente un cerchietto nero interno all’area da tre punti con diametro da soli 5 cm. che ha valore solo in caso di parità quale spareggio. Il campo di gara fu approntato nel recinto del vecchio velodromo municipale di Vincennes con corsie da percorrersi in andata e ritorno con batti freccia disposti sulle due testate delle corsie medesime (Foto 1, Foto 2).

La distanza di tiro fu di 50 metri e si tirò una sola freccia in andata ed una in ritorno. L’insieme di queste due frecce si chiama da sempre serie (più precisamente halt) e l’intero concorso fu articolato su venti serie (40 frecce). Altre particolarità di questa gara furono rappresentate da:

l la possibilità di partecipare alla competizione in giorni vari a partire dal lunedì 28 maggio per proseguire il giorno 29 ed ancora domenica 3 giugno oltre a tutti i lunedì, martedì, giovedì e domeniche e poi ancora continuativamente dall’8 al 17 luglio;

l la tassa di iscrizione fu di due franchi per ogni arciere di compagnie francesi o per gli stranieri (su domanda scritta), ma se il tiratore non era membro di una compagnia di arcieri riconosciuta poteva partecipare solo a patto di fare una donazione di 10 franchi e pagare una tassa di iscrizione di 0,75 franchi. Come si può chiaramente comprendere evidentemente non esistevano né rappresentative né squadre nazionali né limiti numerici di partecipazione;

l tutti i commissari di gara ed i dirigenti furono francesi scelti tra i maggiorenti della federazione delle Compagnie d’Arco dell’Ile de France ed i rappresentanti delle diverse compagnie di arcieri della Francia del nord;

l la competizione, che fungeva da eliminatoria alla finale, era dotata di 130 premi in denaro con una dotazione complessiva di 9400 franchi suddivisi sui risultati ottenuti nei tiri fatti dalla postazione di inizio della competizione e quelli fatti nei tiri di ritorno oltre a quelli realizzati valutando solo le frecce all’interno del cerchietto nero centrale;

l a parità di punteggio venivano verificati prima i colpi a più alto punteggio poi il numero di frecce nel bersaglio indi (quale estrema ratio) l’ordine di tiro A prevaleva su B e C su D.

 

 

 

A questa eliminatoria seguiva la gara denominata Championnat international che si svolgeva secondo le seguenti regole:

l partecipazione prevista per il vincitore del campionato di Francia ed il tiratore straniero con il maggior numero di frecce tirate dentro il bersaglio nella gara eliminatoria (non si precisa chi si dovesse scegliere nel caso in cui un tiratore con il maggior numero di frecce nel bersaglio non fosse quello con il punteggio più alto. In ogni caso era richiesto che avesse messo almeno 25 frecce nel bersaglio).

Nel caso non si presentassero stranieri, la gara avrebbe dovuto essere disputata tra il primo ed il secondo del Campionato di Francia:

l la gara si svolse sul tiro di 40 frecce seguendo le stesse regole sopra esposte;

l la domanda di partecipazione fu richiesto venisse fatta per iscritto ed entro il 25 maggio.

A puro titolo di curiosità si segnala che il vincitore del Campionato internazionale denominato anche Champion du Monde fu il francese Henri Héronin. Nulla si è reperito circa le classifiche e quindi i nomi degli altri concorrenti. Oltre ad un diploma d’onore fu prevista la consegna di una targa in oro del valore di 500 franchi.

 

 

 

L’edizione di Londra

Per questa edizione le competizioni previste furono due per gli uomini e una femminile, più precisamente:

Uomini. Uno York Round costituito dal tiro di 72 frecce a 100 yarde (91,4 metri); 48 frecce a 80 yarde (73 metri) e 24 frecce a 60 yarde (54,8 metri). I tiri furono suddivisi in serie da sei frecce divise in gruppi da tre frecce.

Una competizione definita Continentale costituita dal tiro di 46 frecce a 50 metri in ventitreesima serie da due frecce, ma su bersaglio inglese a colori e non bianco e nero a schema francese.

Ladies. Un National Round composto da 48 frecce a 60 yarde (54,8 metri) e 24 frecce a 50 yarde (45,7 metri). Ogni Paese aveva diritto ad iscrivere un massimo di 30 concorrenti per tipo di gara. Ecco i regolamenti e le condizioni dei Concorsi con il Sistema britannico.

Gli arbitri e i funzionari necessari per la manifestazione sono stati forniti dalla Royal Toxophilite Society. Le donne tireranno in una giornata un National Round. Gli uomini tireranno in una giornata un York Round. I bersagli devono essere posti a distanze superiori a quelle di tiro mentre le linee di tiro verranno tracciate alle distanze esatte e da queste dovranno essere eseguiti i tiri.

Tutti i bersagli avranno un diametro di quattro piedi (122 cm.) ed il centro sarà a quattro piedi da terra. Il responsabile di ogni bersaglio sarà il numero 3 e verrà coadiuvato dal numero 4. Le frecce di ciascun tiratore devono essere contrassegnate chiaramente con il nome o le iniziali del medesimo in modo che le stesse possano essere facilmente individuabili. I tiratori non devono togliere le frecce dal bersaglio prima che il responsabile abbia segnato il punteggio.

Se una freccia viene tolta prima della registrazione del punteggio verrà dichiarata nulla. Se un tiratore nono sarà in condizione di tirare quando gli altri concorrenti hanno terminato perderà il diritto di tirare quella serie e le frecce saranno annullate.

Non è consentito agli uomini fumare presso i bersagli delle donne ed è particolarmente raccomandato a tutte le persone di astenersi da qualsiasi rumore o riflessione ad alta voce che possa disturbare il tiratore, nonché è proibito a chiunque di stare sulla linea di tiro se non è un concorrente. Nessuno, al di fuori dei concorrenti in gara, potrà rimanere davanti ai bersagli. Il valore dei cerchi sulla targa saranno i seguenti: Oro, 9 punti; Rosso, 7 punti; Blu, 5 punti; Nero, 3 punti; Bianco, 1 punto.

La valutazione del punteggio è da considerarsi a favore del tiratore (ossia se la freccia morde due colori le si attribuisce il punteggio maggiore). In caso di contestazione decide il responsabile di bersaglio con diritto di appello all’arbitro. In caso di parità di punteggio tra concorrenti il vantaggio verrà assegnato a colui che avrà più colpi nel bersaglio.

Se la parità di punteggio e di colpi permane si dovrà favorire chi ha più punti alla distanza più lunga.

Se infine la parità permane si dovrà valutare il numero di colpi nel bersaglio alla distanza più lunga. Se, a causa del cattivo tempo, il numero completo di frecce non viene tirato il primo giorno le  frecce mancanti verranno tirate, ove possibile, il giorno seguente.

Nessun premio verrà assegnato prima che tutte le frecce siano state tirate. Nessun tiro potrà essere consentito al di fuori della competizione. Nessun tiratore potrà superare la linea di tiro prima che tutti gli altri concorrenti abbiano terminato di tirare e prima che il segnale apposito sia stato dato. Per le controversie sull’assegnazione di punteggi l’arbitro sarà giudice inappellabile.

 

 

 

Ecco le regole del concorso su targhe inglesi. Il tiro si effettuerà a metri 50. Ogni concorrente dovrà tirare al suo turno una sola freccia per ogni mezza serie (come nella competizione di Parigi). I batti freccia in paglia saranno disposti su due linee parallele distanti 54 metri e le linee di tiro dovranno trovarsi quattro metri in avanti rispetto a queste linee. La distanza tra i batti freccia dovrà essere di tre metri valutati da bordo a bordo.

Il centro delle targhe dovrà trovarsi a circa 1,40 metri da terra. Le targhe dovranno avere un diametro di metri 1,40. I bersagli del diametro di 1,40 metri devono portare dei cerchi concentrici simili ai bersagli inglesi. Una freccia mordente due zone assumerà il valore della zona più elevata.

Le regole di tiro. I concorrenti saranno divisi in plotoni di otto tiratori e sarà loro assegnata una copia di bersagli. Su questa i componenti tireranno a turno in base all’ordine di sorteggio. Tutti i plotoni dovranno tirare nel medesimo tempo. Ciascun plotone avrà un segna punti qualificato sotto la supervisione del responsabile del bersaglio che sarà, in ogni plotone, il tiratore numero tre. Nessuno dovrà togliere la propria freccia prima di esserne stato autorizzato e che il punteggio sia stato registrato.

I plotoni dovranno spostarsi da un fronte all’altro ordinatamente al segnale del commissario di gara. Questi dovrà assicurarsi che tutti i plotoni hanno finito di tirare prima di dare il segnale di partenza. Si raccomanda al responsabile di ogni plotone di portarsi sulla linea di tiro ed alzare l’arco sopra la testa non appena l’ultimo tiratore del suo plotone ha terminato di tirare.

Avvisi importanti. La linea di tiro sarà solo accessibile ai concorrenti, ai segna-punti ed ai commissari preposti. Solo il tiratore in fase di tiro deve essere sulla linea medesima mentre gli altri dovranno tenersi in posizione arretrata dietro i bersagli.

È raccomandato ai medesimi di astenersi dal fare qualsivoglia rumore o commenti che possano disturbare il tiratore in fase di tiro. In aggiunta tutte le regole ordinariamente osservate nelle Compagnie appartenenti alla Chevalerie de l’Arc dovranno essere scrupolosamente rispettate. I commissari preposti sono incaricati di verificarne l’osservanza scrupolosa e rigorosa.

Regole aggiuntive.

In caso di parità di punteggio tra due o più concorrenti il vantaggio sarà attribuito a colui che ha più colpi nel bersaglio. In caso che tanto i punti quanto i colpi siano uguali il vantaggio va a chi ha realizzato più ori. Queste, in sintesi, le regole di gara nelle due prime Olimpiadi in cui l’arco fu presente. Molte potrebbero essere le osservazioni ed i commenti favorevoli e contrari a ciascuna delle due, tuttavia, trattandosi di storia, non possiamo che prenderle così come ci sono pervenute. Parimenti, le riflessioni possono essere le più diverse dettate sia dall’esperienza di tante edizioni dei Giochi ormai passate sia dal credo arcieristico di ognuno.

Da quando pratico il tiro con l’arco ho già visto il susseguirsi di diversi tipi di regolamento ed ognuno di essi è stato giubilato poiché poco consono alle richieste del momento quindi non rimane che attendere per registrare nuove ulteriori modifiche in meglio o in peggio nei prossimi anni.

Tuttavia non possiamo non guardare con ammirazione quegli innamorati del tiro con l’arco che ne mantengono viva la tradizione tirando nel rispetto delle stesse regole da oltre ottocento anni.

 

 

Franco Carminati

La documentazione di base dell’articolo

proviene dal Museo dello sport di Parigi

e dal Museo del Cio di Losanna.

 

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