Arco n.3
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L’occhio dell’arciere
Paolo Varanini è appassionato di tiro con l’arco fin da ragazzo; affiliato alla Fitarco, ha fatto parte della Nazionale italiana nella divisione Arco nudo ed è istruttore dal 1996. Ha ottenuto importanti successi come atleta conquistando l’argento agli Assoluti indoor di Caorle nel 2002 e il bronzo nella gara di tiro di campagna svoltasi a Chianciano Terme nel 2000. Questa esperienza, unitamente all’esercizio entusiastico della professione di ottico-optometrista, lo ha spinto nel tempo ad interessarsi delle problematiche che riguardano il delicato argomento della visione nel tiro con l’arco Fita. E così, da una grande preparazione e dalla continua ricerca professionale è nato “L’occhio dell’arciere”, realizzato da Greentime in collaborazione con la Fitarco.
Foto_2) La Fitarco ha collaborato con
la casa editrice Greentime
I consigli per migliorare il tiro Il volume si rivolge a tutti gli atleti, gli allenatori e gli istruttori di tiro con l’arco, ma anche a professionisti come ottici optometristi ed oculisti che possono apprendere da questa lettura quanto una cattiva visione può condizionare la performance dell’atleta durante il tiro. Quasi il 90 per cento di tutta la percezione dell’uomo è rappresentata dalla vista e non si può negare che gli occhi guidano il corpo. È così importante conoscere il funzionamento dell’apparato visivo, del senso della vista e della visione per poter sfruttare al meglio le fasi preparatorie ed esecutive del tiro. Paolo spiega quanto i difetti visivi otticamente compensabili (quali miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia), se non opportunamente corretti, possono condizionare seriamente l’arciere. Per questo motivo i mezzi di correzione devono essere scelti professionalmente per dare una buona visione durante il tiro. A questo proposito l’autore dà consigli ed indicazioni sulla scelta dei materiali, sulla qualità e la tipologia di correzione da praticare.
Foto_3) Semplice test di dominanza
oculare.
Una visione confortevole Anche la visione binoculare deve essere armonica e confortevole perché l’atleta sia efficiente in ogni sport, in modo particolare nel tiro con l’arco, in cui si devono identificare e localizzare correttamente dei bersagli in varie condizioni atmosferiche, di luce, di sfondo e di ambiente. Solo uno sviluppo visivo pertinente rende possibile una prestazione così particolare come quella della mira che accompagna e precede lo scoccare della freccia. A questo proposito Paolo ha preso in esame i vari problemi inerenti la mira, quali il senso stereoscopico che può essere ingannato dal tipo di luce e di sfondo sul quale si staglia il bersaglio, dall’inclinazione del terreno e dai numerosi effetti ottici. Nel Capitolo “Occhiali e lenti a contatto. Consigli tecnici” l’autore descrive le lenti oftalmiche che, insieme alla montatura, danno aberrazioni periferiche, per cui quando si guarda attraverso il loro bordo si subisce una deviazione prismatica che induce uno spostamento apparente agli oggetti e obbliga ad una variazione della postura durante il tiro. La correzione con lenti a contatto non presenta le aberrazioni periferiche e gli effetti prismatici delle lenti oftalmiche, ma richiede un adattamento quando sono usate esclusivamente durante una pratica sportiva di precisione come nel tiro. Viste le opportunità che offre oggi la tecnologia, risulta di fondamentale importanza il consiglio professionale dell’optometrista che suggerisce, in base all’ametropia, la scelta più idonea per ottenere le migliori prestazioni visive. L’arciere e ottico optometrista Paolo Varanini espone tutti questi argomenti con passione, competenza e chiarezza, sperimentando la fenomenologia visuale durante il tiro con l’arco e approfondendo sempre più l’aggiornamento professionale sui mezzi di correzione ed i filtri selettivi.
Rolando De Pascale
Per informazioni: Greentime editori tel. 051584020, fax 051585000 ordini@greentime.it
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