La
romanizzazione del Galles
DI JILL VICTORIA BRAZIER
È risaputo che l’arco non era tra le
armi maggiormente in dotazione all’esercito romano. Gli arcieri,
quando presenti, appartenevano molte volte ad altri gruppi etnici
che militavano, come ausiliari, a fianco delle legioni (quando, per
vicissitudini politiche e strategiche non vi combattevano contro),
come i Parti o i Siriani. La infrequente dotazione dell’arco presso
i soldati romani rende ancora più eccezionale il ritrovamento di
frammenti di archi romani nella lontana Bretagna, a Caerleon, vicino
a Newport nella odierna Galles. I reperti si trovano presso il
Caerleon Roman Legionary Fortress Museum e presso il National Museum
of Wales a Cardiff. Delle molte fortezze costruite dai Romani in
Bretagna (figura 1), tre delle più importanti (York, Caerleon e
Chester) furono fondate negli anni 70 dc, sotto l’Impero di
Vespasiano. La fortezza di York fu costruita sotto il governatorato
di Petillius Cerialis, genero di Vespasiano.

Foto_1) Mappa della Bretagna, con
l’indicazione delle fortezze, delle città e delle tribù.
Costruì la fortezza a Caerleon
La romanizzazione della provincia
continuò sotto il successivo governatore, Julius Frontinus. Soldato
versatile ed autore di diversi trattati di ingegneria militare,
Frontinus costruì la fortezza a Caerleon, come base per la Legione
II Augusta, per far fronte alla situazione molto instabile delle
colline del Galles meridionale. Più tardi lo stesso Frontinus
avrebbe costruito la fortezza di Chester.
Sita nella vallata dell’Usk, che porta
all’estuario del fiume Severn, la fortezza di Caerleon era vicina
alla costa ma permetteva la comunicazione con le centrali colline
gallesi, le instabili terre dei Silures e degli Ordovices. I primi
verranno civilizzati sotto l’egida della Pax Romana come respublica
civitatis silurum. Gli ultimi invece verranno praticamente
sterminati dalla XX Legione di Agricola (le gesta di Agricola, prima
comandante e poi governatore della provincia, vennero cantate da suo
genero, lo storico Tacito). In questo scenario di romanizzazione
della provincia della Bretagna, sia per le vie pacifiche preferite
da Frontinus, sia per mezzo delle armi, metodo seguito da Agricola,
degli archi compositi venivano costruiti e riparati nella fortezza
di Caerleon nelle terre dei Silures.
È di questi archi, o di ciò che ne
resta, che tratta l’articolo che segue, pubblicato da Arthur C.
Knighton, nel Giornale della Society of Archer-Antiquaries, nel
1991.

Foto_2) Planimetria della Caserma di
Prysg Field. Sono evidenti gli edifici annessi, lungo i terrapieni,
dove sono stati rinvenuti i reperti di arco.
REPERTI DI ARCHI IN CAERLEON
di Arthur C. Knighton
La fortezza legionaria di Isca (Caerleon)
era una delle tre principali basi militari nella Bretagna Romana: le
altre erano Chester e York.
Buona parte della fortezza è stato
oggetto di scavi. Nella zona denominata Prysg Field sorge l’unica
caserma legionaria romana completamente riportata in luce in Europa
(figura 2).
Nel comprensorio di Prysg Field, tra
le strutture delle quattro caserme ed i terrapieni, si è trovato un
altro complesso di edifici. In queste costruzioni annesse gli scavi
hanno restituito armi ed attrezzi militari in grande quantità, tra
cui cotte di maglia, punte di lancia e di giavellotto, molte punte
di freccia e di altre armi da getto, nonché punte di pilum, la
caratteristica arma del legionario.
In una delle stanze di questo
complesso, i materiali ritrovati indicano che qui venivano costruiti
e riparati degli archi compositi, con i quali, nel tardo impero, gli
arcieri in alcune unità dell’esercito erano equipaggiati. Vengono
discussi in questa sede dei frammenti di osso ritrovati.
Si ritiene generalmente che
l’attrezzatura arcieristica in dotazione alle legioni non fosse di
origine romana ma che appartenesse alle tradizioni levantine o
centro-asiatiche: si tratta di attrezzi usati dagli eserciti romani
piuttosto che di attrezzi romani tout court. Nessun arco romano è
stato ritrovato intatto all’interno del territorio dell’Impero
Romano, ma solo dei frammenti.

Foto_3) Reperti di archi da Caerleon
(copyright, The National Museum of Wales).
215 frammentidi lamine di osso
A Caerleon sono stati trovati 215
frammenti di lamine di osso (figura 3). Molte di queste lamine sono
contraddistinte da una differenza tra le due superfici. Una delle
superfici è convessa, liscia, levigata, con un dorso alto. L’altra
superficie è piatta ed è spesso rigata con segni delle lavorazioni.
Dei 215 reperti, 127 sono spezzoni della parte centrale del
terminale rigido, spaccati ad entrambi le estremità, di curvatura
varia, con certe zone delle superfici rigate dalla lavorazione.
Alcuni pezzi possono essere assemblati tra loro, ma solo quattro
lamine complete o quasi complete potrebbero essere così ricomposte.
38 spezzoni di tip inferiori
Dei 38 spezzoni dei tip inferiori,
alcuni sono molto appuntiti, uno ha una punta quadrata e, in due, la
punta ha una forma arrotondata; 16 di questi spezzoni hanno una
curvatura verso sinistra, mentre 22 curvano a destra.
Un’unica lamina è stata ritrovata
integra: ha una lunghezza di 30 cm ed una larghezza di 1,7 cm; ha un
tip superiore a forma arrotondata ed è leggermente ricurva. Delle
quattro lamine spezzate, ma complete (o quasi complete), la più
lunga, scissa in due pezzi, ha una lunghezza totale di 37 cm e una
larghezza di 1,9 cm; il tip superiore è a forma arrotondata,
l’estremità inferiore è appuntita. La lamina ha una forte curvatura
e presenta una notevole zona rigata dalla lavorazione. Una seconda
lamina, di una lunghezza di 37 cm ed una larghezza di 1,8 cm, è
incompleta all’estremità inferiore. È diritta con una leggera
curvatura solo all’estremità inferiore.
Una terza lamina, 26,5 cm di lunghezza
e 1,4 cm di larghezza, ha un tip superiore quadrato; presenta una
doppia curvatura ed è rigata sulla superficie concava. Una quarta
lamina quasi completa è sottilissima ed ha un’estremità inferiore a
forma arrotondata.
Nel profilo una strozzatura
Ci sono altri spezzoni di lamina con
caratteristiche completamente diverse. Alcune presentano un profilo
con una strozzatura. Due pezzi hanno le estremità quadrate e la
facciata piatta presenta i due lati segati ad angolo netto. Una
lamina presenta le rigature di lavorazione su tutta la superficie
convessa, altre hanno i lati ad angolo netto fortemente rigati. Nei
detriti, oltre alle lamine, si sono trovati 96 pezzi di osso e di
palco, fra cui un pezzo sostanziale di palco, lungo 17,5 cm e largo
2,5 cm, già sgrossato e pronto per la lavorazione di una lamina.
Questa scoperta, tra spezzoni di lamine già lavorate, e pezzi di
osso e di palco rappresenta il maggior numero di frammenti di questo
tipo ritrovati in qualsiasi sito romano.
Le sedi per la corda rudemente
abbozzate ed i tip superiori rozzamente tagliati fanno pensare che
questi pezzi fossero scarti. Molte lamine sono fatte di costole di
bue e la loro doppia curvatura non fa altro che seguire la linea
dell’osso naturale. Alcune sono leggermente piegate, come fossero
state scaldate.
Questi frammenti potevano appartenere
a non meno di 19 archi.
Presentazione e traduzione di
Jill Victoria Brazier
Da Journal of the Society
of Archer-Antiquaries.
Bibliografia
P. Salway.
The Oxford Illustrated History of Roman
Britain, 1993.
J.C. Coulston. Roman Archery Equipment,
1985.
G.C. Boon. The Roman Legionary Fortress at
Caerleon, 1972.
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