Vincere è
un’attitudine della mente
DI DEBORAH MAURO
Che cosa
differenzia gli straordinari campioni dalle altre persone? Quale
magica qualità li rende individui fuori dall’ordinario? Sette sono i
punti che ci possono fornire una risposta adeguata.
Un ragazzo del più povero quartiere di
San Francisco nutriva l’ambizione di diventare un grande campione di
football americano proprio come il suo eroe J.B. del Cleveland. Un
giorno, quando il Cleveland si trovava in città per disputare un
incontro con i 49ers di San Francisco, il giovane si imbattè in J.B.
mentre era al bar e, tutto eccitato, si rivolse a lui dicendogli:
«Mister, io sono il suo più grande ammiratore, di lei conosco tutto,
da ogni primato che ha stabilito a ogni touchdown che ha segnato ed
un giorno sarò proprio io a battere ogni suo record!». B. sorrise
nel guardare quel ragazzetto rachitico con le gambe storte e con
tono incoraggiante si rivolse a lui dicendogli: «Fantastico, sono
contento che un ragazzo determinato come te sia il mio erede, ma
come ti chiami?», «O.J.S - rispose il ragazzo - ma gli amici mi
chiamano O.J.»…
Grazie all’impegno e alla costanza
Contro ogni previsione il giovane
ragazzetto dalle gambe storte riuscì a battere tutti i record di
J.B. e divenne il più grande campione di football americano di tutti
i tempi. La morale di questa storia è evidente: grazie all’impegno,
alla determinazione e alla costanza tutto è possibile, proprio
tutto. Volere è potere e raggiungere il successo vuol dire cogliere
gli obiettivi dell’azione intrapresa. Il risultato del nostro
comportamento incide positivamente sul comportamento futuro, sulla
motivazione e sulla personalità. Il successo non va inteso come
portatore di fama universale, ma come piena realizzazione delle
proprie potenzialità in quel specifico momento. Possiamo considerare
successo la vincita alle Olimpiadi per un atleta professionista,
come la partecipazione ai Giochi della Gioventù per un bambino, è un
successo anche migliorare le proprie prestazioni precedenti. Le
persone con una forte motivazione al successo fanno poco conto sulla
fortuna e porgono molta attenzione ai propri mezzi: conoscono bene
le proprie potenzialità, sanno fin dove possono arrivare e fissano
così degli obiettivi realistici vivendo i traguardi intermedi come
importanti mete di avvicinamento. Cosa differenzia gli straordinari
campioni dalle altre persone? Quale magica qualità li rende
individui fuori dall’ordinario?

Nel tiro con l’arco occorre trovare e
mantenere l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità, far
uscire il talento che è nascosto in ciascuno di noi, imparare a
gestire emozioni come ansia e paura ed individuare il giusto focus
attentivo per fronteggiare le situazioni in cui la fatica fisica e
mentale si fa più sentire.
I segreti del successo
Primo punto: ciò che differenzia i
grandi da quelli che non si classificano è il loro ardente
desiderio. Un desiderio che li spinge ad allenarsi, ad impegnarsi,
ad esercitarsi, a gareggiare e a vincere. È il voler vincere ad ogni
costo ed essere così caparbi da fare qualsiasi cosa pur di
raggiungere lo scopo che ci si è prefissati. Senza desiderio non c’è
incentivo a metterci tutta la grinta che occorre per sopportare la
fatica dello sforzo fisico e mentale.
Secondo punto: quando poi assistiamo
ad uno scontro tra due atleti ugualmente dotati ed impegnati, a
quale dei due diamo il nostro sostegno? Senza ombra di dubbio a
quello con maggior entusiasmo! La passione e l’entusiasmo sono due
comportamenti trascinanti e rappresentano metà dell’equazione che
produce un’inarrestabile motivazione: passione e scopo assieme, sono
la motivazione.
Terzo punto: osserviamo un’atleta
mentre si prepara alla competizione, mentre aspetta che gli diano
“il via”: l’espressione del suo volto deve incarnare il potere della
determinazione e della costanza, deve vincere mentalmente ancora
prima che la gara abbia inizio. A riguardo, mi piacerebbe citare il
pensiero di uno dei presidenti degli Stati Uniti «Niente al mondo
può sostituire la costanza. Non il talento: il mondo è pieno di
uomini e donne con talento che non hanno avuto successo. Non il
genio: il genio incompreso è proverbiale. Non l’istruzione: ci sono
moltissimi derelitti istruiti. La costanza e la determinazione
soltanto sono onnipotenti».
Ritirarsi prima dell’ultima curva è un
peccato
Molti atleti di indubbio talento si
sono ritirati prima di sapere tutto ciò che avrebbero potuto
conquistare. Ritirarsi prima dell’ultima curva è un vero peccato,
non sapremo mai quanto vicini eravamo al traguardo. Senz’altro senza
determinazione e costanza potremmo ottenere qualche semplice
vittoria, ma certamente non raggiungeremo le vette del nostro
potenziale. Roma non è stata costruita in un giorno e nemmeno i
campioni. Occorre lavorare duramente per costruire in noi stessi le
qualità vincenti e questo non accade all’improvviso. I campioni
subiscono battute d’arresto e false partenze, ma le considerano come
semplici gradini verso il successo.
Quarto punto: molti grandi dello sport
sono stati messi al tappeto talmente tante volte che è un miracolo
che alcuni di essi siano riusciti ad alzarsi. Il vero successo non
consiste nel non cadere, ma nel rialzarsi ogni volta che si cade. I
vincenti seguono il vecchio proverbio giapponese che recita: «Cadi
sette volte e rialzati per otto»; si scrollano di dosso le
inevitabili delusioni e tengono gli occhi fissi alla meta,
focalizzando la propria attenzione sul compito che hanno davanti.
Una grande lezione di vita
Quinto punto: è difficile pensare che
un campione non sia sicuro di sé. Quando si nasce non si è sicuri o
insicuri, si impara con il tempo a comportarsi con sicurezza, con
quella tranquilla consapevolezza del fatto che si è in grado di
vincere e lo si farà. Chris è confinato sulla sedia a rotelle dopo
un brutto incidente in montagna durante una discesa in corda doppia
e ricorda ancora il momento in cui, dopo mesi di disperazione e
compatimenti, è riuscito a dare una svolta alla propria vita.
«Dannazione, non voglio restarmene fermo sul sedere per tutta la
vita, devo fare qualcosa!». Chris e migliaia di altri atleti
disabili sono la dimostrazione di ciò che si può fare e
rappresentano una grande lezione di vita per tutti noi.
Sesto punto: ci siamo mai meravigliati
dell’assoluto sangue freddo degli sciatori che saltano dal
trampolino? Ci vuole coraggio anche in sport come le freccette o gli
scacchi. In questo caso si parla di coraggio mentale, che significa
avere la volontà di agire senza indugi. Il coraggio non è assenza di
paura, ma è un andare avanti nonostante la paura. Il principale
timore che blocca le persone è quello del fallimento, ma se si gioca
sempre sul morbido non si riuscirà a migliorare mai, mentre il
fallimento può essere d’esempio per il futuro. Lo sport, come la
vita, si può paragonare alla raccolta di frutti: se vogliamo quelli
migliori dobbiamo essere pronti e sporgerci dal ramo, perché è lì
che troveremo frutti in abbondanza.
La capacità di programmare nei minimi
particolari
Settimo punto: l’ultima caratteristica
di una buona mentalità vincente. Ci tengo a sottolineare che,
legando questo concetto al tiro con l’arco, non va inteso come
“divertirsi tirando”, ma come “tirando divertendosi” e quindi
legando i concetti sopra esposti alla forma di divertimento più
seria e professionale. L’atleta in possesso di una mentalità
vincente percepisce il legame tra corpo e mente, avverte i segnali
reciproci di disagio e benessere, ha fiducia nelle proprie capacità
ed ha un’aspettativa di autoefficienza che lo rende in grado di
fronteggiare tutti gli stati di apatia ed ansia.
Come si conquista la mentalità
vincente? Un primo aiuto proviene dalla capacità di programmare nei
minimi particolari la preparazione psicofisica con obiettivi
realistici, facilmente raggiungibili, ma leggermente al di sopra
delle proprie capacità, in modo da mantenere il giusto stato di
attivazione. A tale proposito può essere utile un’autovalutazione
delle condizioni fisiche e mentali tramite la compilazione dei
cosiddetti “diari di allenamento” che possono essere considerati il
punto di partenza per ogni confronto futuro. Un altro strumento è il
rilassamento che, unito ad esercizi di respirazione, forma le basi
per l’allenamento ideomotorio.
Utile immaginare anche un colore
Possono in questo caso essere
applicate tecniche di contrazione-distensione muscolare o il
semplice immaginare il proprio corpo che progressivamente si
rilassa, riuscendo a percepire il battito cardiaco che rallenta ed
una sensazione di pace interiore o del nulla totale. È utile anche
immaginare un colore che da semplice macchia ricopre il nostro
schermo mentale ed associare ad esso sensazioni di calore e
tranquillità. Una volta raggiunto un rilassamento molto profondo si
passa all’allenamento ideomotorio che, utilizzando gli stessi
principi dell’allenamento atletico ed agendo attraverso il sistema
nervoso centrale, utilizza come stimoli i processi cognitivi,
emozionali ed ideomotori portando all’aumento del rendimento umano e
quindi all’ottimizzazione della prestazione. Occorre inoltre
ritrovare e mantenere l’autostima e la fiducia nelle proprie
capacità, far uscire il talento che è nascosto in ognuno di noi,
imparare a gestire emozioni come ansia e paura e trovare il giusto
focus attentivo per riuscire a fronteggiare le situazioni in cui la
fatica fisica e mentale si fa più sentire.
Lo sport non forma il carattere… lo
rivela!
L’atleta con una mentalità vincente è
votato a perseguire il successo e l’autorealizzazione. Tuttavia
sembra che oltre la nostra valutazione soggettiva della nostra
abilità di padronanza, contino molto anche le aspettative di
autoefficacia personali per fortificare la capacità di fronteggiare
un’evenienza. Per questo a volte non sono le situazioni in sé che ci
preoccupano, ma le opinioni che ci formiamo al riguardo che possono
trasformarsi in credenze positive o negative. Lo sport non forma il
carattere… lo rivela!
Deborah Mauro
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