Arco n.3
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Passione e morte di Sant’EdmundoDI BILL TUCKER C’è uno stretto legame tra gli arcieri ed il mistico. Non a caso la vita di questo santo si intreccia con arco e frecce. Senza dimenticare San Giorgio e San Sebastiano.
Foto_1) Bill Tucker, l’autore di
questo
Per capire il collocamento storico di Sant’Edmundo dobbiamo iniziare la nostra narrazione in un tempo più vicino a noi, in-torno all’anno mille. Riccardo I d’Inghil-terra, detto Cuor di Leone, è un personaggio a noi caro perché assimilabile alla leggenda di Robin Hood, ma nella realtà non fu né un buon re per i suoi sudditi né dimostrò molto affetto per il suo Paese, rimanendo assente per lunghi anni con le Crociate e lasciando il regno allo sbando in mano al fratello Giovanni. Fu proprio durante la Crociata del 1199 che re Riccardo innalzò San Giorgio a ruolo di Santo protettore dell’Inghilterra. Probabilmente San Giorgio deve la sua popolarità al clima in essere nel medioevo, in cui i cavalieri credevano in un codice d’onore, dedicando le loro imprese alle dame e perseguendo alti ideali in battaglia. La tradizione vuole che Giorgio uccidesse un drago a cui un Paese pagano aveva offerto una principessa in sacrificio. Giorgio era un soldato e viene sempre raffigurato a cavallo mentre affronta il drago con la lancia. Dice la leggenda che, dopo averlo catturato, lo abbia portato al capo villaggio ed abbia avuto in cambio la promessa che il Paese si sarebbe convertito al cristianesimo. Re Riccardo, vedendo in questo l’incitamento alla cavalleria ed il trionfo della fede, innalzò Giorgio a Santo patrono per unire i suoi soldati in battaglia in Terra Santa. Divenuto Santo patrono d’Inghilterra, San Giorgio diventò, come lo era stato prima di lui Sant’Edmundo, patrono dei soldati, degli arcieri, dei cavalieri e degli armieri. Già, Sant’Edmundo: ma chi era Sant’Edmundo? Edmundo fu un re guerriero dell’east anglia (zona orientale dell’Inghilterra). La sua storia è pienamente documentata. Eadmund, un sassone ed un cristiano, visse tra l’840 e l’870 d.C.; salì al trono nell’865 e negli anni che seguirono combatté contro gli invasori vichinghi guidati da Ingwar e Ubba. Catturato in battaglia, rifiutò di abiurare la fede cristiana e, per questo, il 20 novembre dell’anno 870 fu flagellato, legato ad un albero e trafitto da numerose frecce; mentre moriva invocava Gesù. Infine, fu decapitato.
Foto_2) La morte di Sant’Edmundo.
Edmundo fu sepolto nel Norfolk, vicino al paese di Hellerdson, in un piccolo santuario. Nel 915 la salma fu riesumata e, trovata integra, fu trasferita al paese di Bedricswoth, l’odierna cittadina di Bury St. Edmunds (sepolcro di S. Edmundo). La sua morte divenne leggenda e anche la sua sepoltura e la sua salma furono oggetto di culto. Dopo la decapitazione, la sua testa fu buttata nei boschi e si diceva che venisse sorvegliata da un lupo; pare che fosse un grosso lupo grigio e si dice che abbia seguito il feretro fino al paese di Bury St. Edmunds e che sia poi tornato ai boschi a cercare la testa. La leggenda diceva inoltre che il lupo fosse riuscito a trovarla perché chiamato dalla stessa testa mozzata. Il culto di Sant’Edmundo si sviluppò poiché personificava l’eroismo e la fedeltà. Vennero coniate monete con l’iscrizione del suo nome e dal secolo XI risulta che ben 60 chiese fossero dedicate a lui. Nel tredicesimo secolo le reliquie del santo furono rimosse e nascoste altrove, per motivi di sicurezza. Documentazioni parziali le indicano conservate, nel 1217, a Toulouse e, nel 1349, a Crecy. Il martirio del re da parte dei danesi è stato associato tradizionalmente con il villaggio di Hoxne nel Suffolk. Si è identificata un’antica quercia come l’albero dove il santo fu legato. L’albero è caduto nel 1848, ma Robert Hardy dice che, all’inizio degli anni 1800, il ceppo dell’albero fu divelto da una violenta tempesta e nel troncone furono ritrovate alcune punte di freccia; purtroppo da allora la memoria di dove siano finite si è persa. L’articolo non potrebbe considerarsi completo senza un accenno a colui il quale è, senza alcun dubbio, considerato, se non a livello mondiale, quanto meno a livello europeo, il Santo protettore degli arcieri: San Sebastiano. Sebastiano era capitano della guardia praetoria, un cristiano a Roma che aiutava le persone perseguitate. Quando fu scoperto, l’imperatore Diocleziano lo condannò ad essere giustiziato dagli arcieri. Il santo, infatti, viene sempre raffigurato trafitto dalle frecce. Però, come si sa, Sebastiano non morì: fu curato e guarì, ed ebbe il coraggio di criticare l’Imperatore per la sua crudeltà. Questa volta fu giustiziato a bastonate.
Bill Tucker dal giornale della Society of Archer Antiquaries traduzione di Jill Victoria Brazier
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