Arco n.1
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The Society of Archer-AntiquariesDI JILL VICTORIA BRAZIER Sotto la bandiera inglese milita un’organizzazione unica nel suo genere, sia per la raffinatezza delle ricerche condotte che per l’impegno nella divulgazione. Anche gli italiani possono iscriversi.
A chi non è mai capitato di porsi delle domandi quali: “Come ha fatto l’arco composito ad arrivare in Italia dall’Oriente? Come e perché gli orientali tirano con la freccia dall’altra parte dell’arco? Com’era - e com’è tuttora - tirare da cavallo? Quali sono le migliori colle naturali per attaccare le penne? Perché sono trascorsi tanti anni prima che l’arco venisse soppiantato dalle armi da fuoco? E il ruolo della balestra? È vero che l’arco è stato usato come arma durante la prima guerra mondiale?”... Da quasi cinquant’anni la Society of Archer-Antiquaries ha raccolto l’esperienza e le conoscenze dei suoi soci inglobando in un’unica sede i risultati di ricerche, condotte in diversi Paesi del mondo, sulla storia dell’arco e del mondo dell’arcieria. “Il passato - come sostiene il segretario della società, Edward A. Hart - sia che risalga a mille anni fa oppure a ieri, riserva ancora molti misteri che attendono di essere svelati e dona informazioni da documentare e conservare”.
Sin:Foto_1) Periodicamente la Society
of Archer Antiquaries
Dx:Foto_2) Edward McEwen, attuale
chairman
Quando e dove fu fondata La Society of Archer-Antiquaries fu fondata nel 1956 a Londra con le finalità di “incoraggiare lo studio dello sviluppo dell’arco e della freccia in tutte le parti del mondo, dalle epoche preistoriche ai tempi contemporanei e di promuovere lo studio del tiro con l’arco in genere”. Nella sua qualità acquisita di Learnèd Society (società accademica) riconosciuta dal British Council, e in virtù delle ricerche dei suoi consiglieri e dei suoi soci in tutto il mondo, nel 1968 la Society fu registrata come Ente benefico. Oggi questo sodalizio internazionale vanta soci non solo in molti Paesi europei, ma anche in America, Australia e Asia. Il Comitato direttivo è costituito per la maggior parte da britannici, ma negli anni i consiglieri hanno rappresentato diversi Paesi. Inoltre, nelle nazioni dove la Society è maggiormente presente (Australia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Canada), si sono costituite sedi di rappresentanza ufficiale per facilitare i contatti tra i soci e la direzione centrale. La sede italiana è stata fondata e gestita con competenza per dieci anni da Stefano Benini. Presidente attuale è Douglas Elmy, grande esperto dell’arcieria orientale, conosciuto da molti arcieri italiani per aver visitato più volte il nostro Paese. La Society è affiliata a molti enti ed organizzazioni, tra cui musei e biblioteche universitarie, in Inghilterra, Scozia, Italia, Olanda e Canada. Annovera, tra i suoi soci, studiosi ed esperti sulle più svariate tematiche, oltre a semplici appassionati del tiro con l’arco.
Foto_3) Il Bollettino che aggiorna in tutto il mondo i soci sulla vita della Society.
Molteplici le attività svolte Iscrivendosi alla Society, si ha la possibilità di attingere a numerose fonti di conoscenza e, quindi, di ricevere informazioni non solo sulle diverse tipologie di attrezzi e attrezzature e sulla loro costruzione, ma anche sull’arco nel mondo dello sport, sulla terminologia, sui miti e leggende, sui libri, sulle medaglie e perfino sui francobolli con tematiche arcieristiche. L’emblema della Society riproduce una punta di freccia litica dell’Età del Bronzo. L’originale fu ritrovato durante gli scavi di un tempio romano a Colchester, in Inghilterra. Quest’emblema è riprodotto anche sulla cravatta, sullo spillo e sul distintivo della società. Per promuovere e tenere aggiornata la conoscenza delle scoperte che riguardano il mondo dell’arco, la Society svolge diverse attività, fra cui quelle di maggior spicco sono senz’altro la pubblicazione di una bella rivista specializzata nel settore (Journal of the Society of Archer-Antiquaries) e la gestione di una collezione di archi, frecce, balestre e altri manufatti arcieristici. Il Journal of the Society of Archer-Antiquaries, che esce annualmente in dicembre e viene inviato a tutti i soci, pubblica anche articoli di soci italiani riguardanti la ricerca (ad esempio nel campo dell’archeologia sperimentale) e loro recensioni tratte dalla letteratura su particolari argomenti.
Foto_4) Esposizione nella sala delle
teche nel Capanno dell’arciere
Le edizioni speciali Periodicamente vengono pubblicate, nello stesso prestigioso formato del Journal, recensioni sullo “stato dell’arte” di argomenti scelti: nelle case dei soci è appena giunto il volume Symposium 2002, un numero speciale con articoli di approfondimento su punte di freccia, faretre e bersagli. Passate edizioni hanno trattato argomenti quali parabracci o frecce incendiarie. Ai fini più pratici, inoltre, la Society pubblica regolarmente un bollettino denominato Arrowhead (punta di freccia), the Newsletter of the Society of Archer-Antiquaries che aggiorna i soci con notizie sulle attività svolte e chiede le loro opinioni o il loro benestare per proposte di attività future da parte dei consiglieri. La newsletter funge da veicolo per piccoli articoli, spunti di riferimento all’arcieria tratti da letterature di vario genere, lettere, richieste e scambi d’informazione da parte dei soci, nonché annunci di disponibilità di repliche di archi, balestre ed altre armi antiche. È una specie di bacheca internazionale “da e per” i soci di tutto il mondo. Per fornire un esempio, il numero 93 (dicembre 2001 - gennaio 2002) di Arrowhead riproduceva le ultime radiografie eseguite sull’uomo di Similaun riportando un’attenta analisi effettuata dal capo conservatore del Museo di Bolzano, il dottor E.E. Vigl, contestualizzando l’individuazione della punta di freccia nell’ambito della tesi della morte violenta. La newsletter arriva a casa di tutti i soci che possono scrivere all’editore, Robert Brown, non solo per inviare la classica “lettera in Redazione”, ma anche per rispondere a quesiti posti negli annunci e ad articoli pubblicati, o per chiedere a loro volta informazioni o suggerimenti ad altri lettori. Ad esempio, sul numero 94 appare l’affascinante articolo di un socio (Adrian G. Morgan) sulle sue sperimentazioni per ricreare frecce medievali.
Foto_5) Longbows inglesi risalenti a più di 100 anni fa.
“Arrowhead” è una vera miniera di idee Partendo da un’accurata descrizione della famosa freccia dell’Abbazia di Westminster e delle ancor più famose frecce della Mary Rose, Morgan passa poi a descrivere la preparazione delle penne e, addirittura, fornisce la ricetta per ricreare la colla, con una base di olio di semi di lino, il tutto corredato da schizzi, suggerimenti e propositi di continuare nelle sue ricerche. Un socio che fosse interessato a questi tentativi di riproduzione troverebbe così la via spianata nel contattare l’autore del pezzo, per avere uno scambio di vedute o di esperienze e, volendo, per scrivere il suo pensiero in merito sul bollettino, con la certezza di ricevere risposte ai propri dubbi e alle proprie domande da un pubblico decisamente appassionato. Un altro esempio di come Arrowhead si riveli una vera miniera di idee, ci viene dato ancora una volta dal numero 93 del bollettino, sul quale è stato pubblicato un mini articolo dedicato a un arco e freccia Cherokee custoditi nel Museo di Ashburton in Inghilterra, nel quale veniva brevemente intervistato l’attuale capo della tribù Cherokee, W.W. Keeler, che commentava l’ottimo stato dell’arco. Nel numero 94, invece, ben due soci si sono serviti dell’articolo in questione come spunto per descrivere come costruire frecce ed archi Cherokee e Catawba. Come accennato, l’attività della Society of Archer-Antiquaries non si limita solo a Pubblicazioni di diverso tipo, ma si estende anche ad altri campi, basti pensare alla sua importante collezione...
Foto_6) Archi primitivi e faretre.
La collezione e la biblioteca presso l’Archer’s Lodge Duecento archi, provenienti da tutti e cinque i continenti, costituiscono la base della collezione creata dai soci fondatori e che risulta composta anche da balestre, faretre, punte di freccia, anelli da pollice ed altre attrezzature di varia provenienza. Costantemente arricchita da donazioni di attrezzi, di fotografie e di altri materiali pertinenti è un vero e proprio museo in miniatura. Assieme alla biblioteca e agli archivi della Society, è custodita nella “Display Room” (sala delle teche), in una casa nel Buckinghamshire denominata “Archer’s Lodge” (il capanno dell’arciere) di proprietà della più antica associazione sportiva di arcieria al mondo, la Royal Toxophilite Society, fondata nel lontano 1781. La Royal Tox, come viene affettuosamente chiamata, ha concesso per 299 anni l’utilizzo di un locale nella casa alla Society of Archer-Antiquaries, per la custodia della sua collezione e come sede per l’assemblea annuale, nonché l’utilizzo del terreno per il suo torneo annuale. La biblioteca si basa sulla collezione di uno dei passati presidenti della Society, W.F. Paterson. Contiene libri risalenti al 1801ed è stata arricchita negli anni da donazioni, anche da parte degli stessi autori. Accanto ai nomi di Ascham, Hill e Pope, nel catalogo si leggono nomi che i lettori di Arco riconosceranno sicuramente, quali Amatuccio, Benini, Borrelli, Brizzi, Cenni, Di Donato e Rillo. Per quanto concerne invece gli archivi (Miscellaneous Archives), contengono, tra gli altri, annunci di gare risalenti a 150 anni fa, riviste arcieristiche in varie lingue, piccoli manufatti e ritrovamenti, trattati pubblicati e non, cataloghi di musei provenienti da diversi Paesi, fotografie e una collezione di videocassette (sezione quest’ultima attualmente in crescita).
Sin: Foto_7) Jill Victoria Brazier,
attuale responsabile
Dx: Foto_8) Stefano Benini ha creato
la sede italiana
Il torneo annuale e le iscrizioni alla Society Sul campo della Royal Toxophilite Society nel Buckinghamshire, ogni anno nel mese di agosto la Society organizza il suo torneo annuale, intitolato Antiquarian Shoot e gli stili di tiro ammessi sono quelli tradizionali. Se qualcuno dei lettori fosse interessato ad assistere al torneo, non solo sarebbe possibile ma, accompagnato da un socio, potrebbe anche partecipare, ovviamente nella categoria “ospiti”. Lo stesso mese estivo infatti facilita la partecipazione di soci e persone interessate. Anche visite a luoghi particolarmente interessanti sotto il profilo storico vengono periodicamente organizzati dalla Society in diversi Paesi europei. Ma cosa realmente contraddistingue questa organizzazione, oltre a tutto ciò che sin qui è stato illustrato? È l’unica società dedita alla toxology, ovvero allo studio della storia dell’arco e del suo utilizzo (dal greco “toxon”). Tramite l’impegno dei soci fondatori e dei soci attuali, la Society of Archer-Antiquaries si prefigge di continuare il suo lavoro a beneficio di future generazioni di “toxophilites” (amanti del tiro con l’arco e della sua storia) e di tutte le organizzazioni e persone interessate nel mondo. È possibile iscriversi come persona singola, sia arciere, sia appassionato della storia dell’arco, o come società sportiva. Se diventi socio cosa puoi fare? Se ti iscrivi, puoi scambiare informazioni e opinioni sui vari aspetti del mondo del tiro con l’arco, con arcieri e studiosi di tutto il mondo. Puoi diventare interlocutore di esperti sui vari argomenti che vuoi approfondire. Puoi richiedere e ricevere a casa fotocopie di articoli (altrimenti chiusi in biblioteche private) su argomenti che ti hanno da sempre incuriosito, che ti servono per costruire un arco, per scolpire o cucire degli anelli da pollice, per realizzare una faretra filologicamente corrispondente all’epoca e al luogo dei tuoi sogni. Puoi aggiornarti sulle scoperte archeologiche nel contesto del tiro con l’arco. In sostanza, puoi relazionarti con tutto quell’universo di persone che, come te, vivono la toxofilia a 360 gradi.
Jill Victoria Brazier Bonora
Per ulteriori informazioni: Jill Victoria Brazier Bonora via Roma, 33 40057 Granarolo dell’Emilia (Bo)
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