Arco n.4
2002
 


Arco n.1 
Stefano Benini:
Howard Hill, l’uomo dietro le quinte
Arco n.1 
Alessio Cenni:
Il ritrovamento delle punte di selce


Arco n.2 
Alessio Cenni:
L’arco di legno

Arco n.3 
Stefano Benini:
Il grande arco da guerra, la verità dietro il mito

Arco n.4 
Silvano Borrelli:
E adesso pensiamo al legno!

Arco n.5 
Stefano Benini:
Il grande arco da guerra, la verità dietro il mito (II)

Arco n.6 
Stefano Benini:
Inagaki Genshiro Yoshimichi, ultimo guerriero della pace

  

E adesso pensiamo al legno!

di NICOLA SILVANO BORRELLI

 

Una delle più grandi difficoltà incontrate dai costruttori di archi antichi o tradizionali (dilettanti o no) consiste nel reperimento dei materiali (legni) più adatti alla realizzazione di archi efficienti e duraturi. Vorrei, per quan-to mi è possibile, suggerire tutto ciò che so in materia di scelta e selezione delle essenze. Comincerei così con il proporvi un elenco dei legni ed il loro impiego.

 

Foto_1) Una fase del taglio.

 

- Tasso (taxus baccata). Ottimo modulo elastico, media durezza, nel nostro territorio nazionale è protetto e quindi non è ancora possibile reperirlo nelle zone in cui è ancora presente. Si può trovare grazie alla potatura di alberi presenti nelle ville, oppure con specifici permessi del Corpo Forestale. È quindi impossibile trovarlo nelle segherie, però se riuscite ad individuare  un fornitore di legni pregiati per liuteria, forse è possibile acquisire del tasso proveniente dalla Spagna o il brevifoglia dagli Stati Uniti. Diversamente rimarrà un pio desiderio possederne un listello, a meno di rischiose o poco raccomandabili “spedizioni “.

- Citiso (Laburnum anagiroide o Anagyride). Più che buono nel modulo elastico è endemico del nostro territorio, di facile reperibilità nei boschi premontani, può crescere comunque fino a 1200 metri di quota. Alberello dal portamento semicespuglioso, raramente lo si può trovare con tronchetti diritti, però si può facilmente drizzare a vapore durante la lavorazione. Per il suo reperimento ci si può affidare a contadini o montanari che lo conoscono bene e dopo aver chiesto al proprietario il permesso si può acquisire il pezzo che interessa, naturalmente se l’albero cresce in terreno demaniale, l’autorizzazione va chiesta al Corpo Forestale. Gli archi costruiti con questo legno risultano veloci e potenti, a volte è preferibile al tasso. La sua migliore resa si ottiene con la costruzione di archi a sezione piatta e larga, contrariamente al tasso che rende meglio con sezioni tonde o semi ellissoidali. Un mio caro amico costruisce archi di citiso da molto tempo e naturalmente ha acquisito una grande esperienza nell’impiego di questa essenza, vi vorrei dare alcuni consigli che lui nella sua enorme bontà mi ha permesso di divulgare. Allora, il taglio va fatto nel mese di febbraio (prima quindicina), va tenuto sotto scorza per un mese, dopo va scortecciato e completamente ingrassato. La stagionatura varia da 6 mesi a 18 mesi, prima dell’impiego va spaccato con i cunei di legno e ricomposto legandolo dopo averlo nuovamente ingrassato, quindi si tiene ancora per un mese o due e di seguito si può procedere alla costruzione. Dopo la sbozzatura si possono fare le operazioni di raddrizzaggio con il vapore. Un ottimo consiglio che possiamo darvi è quello dell’asportazione quasi completa dell’alburno, perché avendo una densità inferiore al durame, tende a cristallizzarsi nel tempo, quindi non può essere più efficiente in trazione, con conseguente rottura dell’attrezzo, a meno che durante tutta la vita dell’arco non lo si ingrassi frequentemente come un salamino.

 

Foto_2) Metodo per spaccare.

 

 

- Olmo (Ulmus campestris). Da non confondersi con la varietà Crenata, buono anche nella varietà Suberosus.

Facilmente reperibile in tutti i boschi freschi ed umidi del nostro territorio. Il suo taglio è raccomandato in febbraio, naturalmente rispettando tutti i canoni di legittimità del taglio nelle proprietà private o demaniali. Non vi consiglio di acquistarlo sotto forma di tavole, nelle segherie, perché di solito si tratta di alberi ammalati e di seguito abbattuti, quindi il legno non è assolutamente impiegabile. Gli alberelli da acquisire debbono avere mediamente dai 20 ai 30 anni ed il legno risulta di colore chiaro. Molto elastico, sufficientemente veloce nella risposta elastica, permette la costruzione di attrezzi onesti di buona resa e potenza, naturalmente con i limiti di un legno che meccanicamente non ha la risposta del tasso o del citiso. Questa essenza vi permetterà di costruire tutti gli archi che volete, con sezioni che vanno dalla tondeggiante alla ellittica, piatta o trapezoidale: permette le operazioni di drizzaggio o sagomatura a vapore. Ottimo per le ricostruizioni di archi preistorici o storici , lunghi o corti che siano. Potrete addirittura costruire attrezzi senza la necessaria stagionatura, cioè “da verde”, nel tempo si stagionerà aumentando la potenza. Ungetelo di grasso o con olio di lino cotto, così facendo gli prolungherete la vita e avrete sempre un buon arco di pronto impiego.

 

Foto_3) Corretta collocazione dei cunei nel legno.

 

- Frassino (Fraxinus Excelsior). De-centemente elastico, non ve lo consiglio, mentre invece ottima si rivela la varietà orniello, reperibile nel centro-sud del nostro territorio, specie nella macchia mediterranea. Le sue qualità sono paragonabili all’olmo. Gli egizi lo importavano per costruire i loro archi composti. Altri legni che vi posso elencare buoni per costruire archi, a patto che siano rinforzati con tendine sul dorso, sono: corniolo, quercia, sambuco, nocciolo, carpino, oleastro, sorbo domestico, sorbo degli uccellatori, salice e betulla. Alcuni costruttori sono riusciti a realizzare archi anche non rinforzati, ma se questi sono ancora efficienti è un caso fortuito. Ne parleremo la prossima volta.

 

Nicola Silvano Borrelli

 

 

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