Il grande arco da guerra, la
verità dietro il mito
DI STEFANO BENINI
La
sua peculiarità era la superiore potenza di tiro. Nel 1388
il conte di Foix scrisse che un longbow doveva essere di
legno di tasso oppure di bosso e misurare 70 pollici tra i
due punti di attacco della corda.
Dal XIII fino al XVI secolo
l’arma nazionale dell’esercito inglese fu il longbow, con il
quale vennero conquistati e sottomessi il Galles e la Scozia
e che diede agli inglesi le loro più famose e schiaccianti
vittorie nella Guerra dei Cent’anni permettendo loro di
spodestare la Francia dalla sua posizione di prima potenza
militare dell’Europa medievale. Insomma, il grande arco da
guerra poteva a buon diritto essere considerato il
mitragliatore automatico dell’epoca: potente, preciso e con
un rapido volume di fuoco. Il volo dei suoi “proiettili”
venne paragonato alla tempesta. Economico e semplice da
possedere e padroneggiare per il popolano, esso lo rendeva
tuttavia superiore al cavaliere sul campo di battaglia
poiché poche armature gli resistevano. Eppure, nonostante
l’enorme importanza rivestita, la maggior parte delle nostre
odierne credenze nei confronti del longbow di quegli anni
cruciali, si basa sul mito più che sulla realtà.

Foto_1) Esemplari
restaurati ed esposti a Portsmouth, al museo della Mary Rose
(archi da guerra Tudor risalenti al 1545).
In Italia nel XIV secolo
Vi sono molte
statistiche disponibili sull’arco da guerra (specie dopo il
completo rinvenimento dei circa 250 archi da guerra della
Mary Rose) ma poche sono tra loro concordi. Il termine
longbow (arco lungo) implica un’arma di maggior lunghezza
dell’arco di circa quattro piedi (120-125 cm) in uso sul
continente. Geoffrey Trease, autore de I Condottieri,
sostiene che il longbow usato dalle truppe mercenarie di Sir
John Hawkwood in Italia (XIV secolo) “era alto come lo
stesso arciere o una frazione in più”. Se la “frazione” a
cui Geoffrey si riferisce era di pollice, allora ciò
renderebbe l’arco inglese da guerra lungo solo cinque piedi
circa, poiché la statura del soldato yeoman medievale andava
dai cinque piedi ai cinque piedi e due pollici (152,5 -
157,5 cm) La Royal Antiquaries Society of Great Britain
sostiene che l’arma era di “cinque o sei piedi di lunghezza”
(The Berkhamsted Bow, pag.423). Il maggiore Richard G.
Bartelot, assistente segretario e storico della Royal
Artillery Institution, dice che: “l’arco era in tasso, lungo
sei piedi e con frecce lunghe tre piedi” (Old Military
Accademy, Woolwich, lettera del 16 febbraio 1976). Ma, più
interessante ancora, è quel che Gaston Foebus, conte di Foix
scrisse nel 1388 e cioè che un longbow dovrebbe essere “di
legno di tasso oppure bosso, e misurare settanta pollici tra
i due punti di attacco della corda”.
(Archery, Fiederick Ungar
Pubblishind Co., 1967, pag. 132).
Queste citazioni dimostrano
soltanto che l’arma che noi cerchiamo, l’arco da guerra
medievale (quelli della Mary Rose sono rinascimentali), era
considerevolmente più lunga della sua controparte in uso sul
continente, tuttavia lasciano ancora aperta la questione
sulla sua esatta lunghezza media. L’altra caratteristica
dell’arco inglese era la sua superiore potenza di tiro. A
tal proposito esistono ancora gli atti di un’inchiesta
legale che risale ai primi del 1300 e che riguarda
l’omicidio di un certo Simon de Skeltington. Vi si legge che
l’arma del delitto fu “una freccia scoccata con un arco di
tasso lungo cinque piedi e sette pollici (170, 18 cm). La
ferita era larga tre pollici e profonda sei”.
(The Grey Goose Wing, di G. Heath, 1971,
pag. 98-100). Qui ci troviamo in presenza, con poche
probabilità di errore, della potente e leggendaria arma
usata da Edoardo III e dal figlio, il principe Nero, durante
la Guerra dei Cent’Anni. I due maggiori esperti
contemporanei concordano sul fatto che l’arco lungo
medievale fosse sensibilmente più forte dei nostri archi
moderni. Il conte M. Mildmay Stayner, archivista della
British Long Bow Society, valuta che il peso di trazione
degli archi lunghi medievali fosse tra le 90 e le 110 libbre
(lettera dell’archivista dell’8 aprile 1976). Il colonnello
W.F. Paterson, socio fondatore e primo chairman della
Society of Archer-Antiquaries, valutava il carico di quei
longbow scomparsi tra le 80 e le 90 libbre (lettera del 5
maggio 1976). Entrambe le valutazioni mi sembrano credibili,
anche se gli archi del 1545 rinvenuti sulla Mary Rose hanno
dato “letture” di carichi sino ad oltre le 150 libbre.
Nessuna freccia trecentesca è
stata ritrovata intera
Non dobbiamo scordare che, se
i longbow trecenteschi erano effettivamente lunghi dal metro
e cinquanta al metro e settanta, come pare credibile, quei
“travi elastici” non avrebbero retto alla rottura se
ingrossati per sviluppare un carico uguale a quello degli
archi della Mary Rose (lunghi oltre il metro e novanta): non
avrebbero retto quei carichi mostruosi per il semplice fatto
di essere più corti e ogni arcaio dilettante sa di cosa sto
parlando. Un arco del carico di trazione come quello
descritto da Stayner e da Paterson (80-110) potrebbe
“spedire” una freccia da guerra abbastanza lontano ma,
ancora una volta, nessuno qui se la sente di stabilire con
precisione “quanto” lontano lo strale sarebbe giunto e ciò è
comprensibile anche alla luce del fatto che, a parte l’asta
di freccia rinvenuta nell’abbazia di Westminster, nessuna
freccia da guerra trecentesca è mai stata rinvenuta intera.
Una prova sperimentale darebbe risultati credibili usando
una replica di arco trecentesco con una replica della
freccia dell’abbazia, montando su questa una replica di ciò
che si pensa, dai rinvenimenti disponibili (vedi foto) fosse
il tipo di punta più usata in battaglia. (Il sasso è
gettato, altre informazioni non sono al momento disponibili,
a voi la partenza per la nobile “cerca”). Stayner crede che
una freccia da guerra scoccata con un arco da guerra potesse
avere una gittata effettiva di circa 180 iarde (164, 6 m).
Paterson ipotizza una distanza leggermente superiore: circa
200 iarde (182,8 m). Il capitano George Burnet, segretario
dei famosi Arcieri Reali Scozzesi, fa notare che i membri
della Queen’s Body Guard for Scotland (il più antico e
blasonato corpo di arcieri che ancora risulti in servizio)
usano tuttora archi di un sol pezzo di tasso, del carico di
trazione dalle 55 alle 65 libbre. La gittata di questi archi
attuali, dice il capitano, è di 180-200 iarde con leggere
frecce da targa, che è la stessa distanza stimata da Stayer
e Paterson con archi più forti e pesanti strali da guerra
(che producevano però, ovviamente, più danni al loro
impatto).

Foto_2) Nell’immagine
(dall’alto in basso): punte di freccia medievali.
È stato considerato il
mitragliatore medievale
Il longbow, a causa della sua
considerevole velocità e cadenza di tiro, può essere
considerato il mitragliatore medievale.
È stato calcolato che un
arciere medievale della Guerra dei Cent’Anni, quando
l’addestramento all’arcieria militare era al suo culmine,
potesse scoccare da 10 a 12 frecce al minuto. L’arma da tiro
che più si avvicinava al longbow in quanto a gittata e
potenza era la balestra, ma è stato fatto notare che in
quanto a rapidità e quindi volume di fuoco la più macchinosa
e complicata balestra non poteva reggere alcun confronto con
l’arco lungo: otto micidiali strali da guerra scoccati, e
tutti a segno, nello stesso tempo impiegato per scoccare un
solo quadrello di balestra! La battaglia di Crecy,
combattuta dal principe Nero contro la Francia, che
impiegava i rinomati balestrieri genovesi con balestre di
tipo avanzato, rese evidente che anche il superiore arco
composto, fatto in tendine, legno e corno, delle balestre
genovesi non rappresentava una seria minaccia per l’arciere
inglese. Dopo l’introduzione delle armi da fuoco nelle
guerre continentali, Sir John Smythe, soldato di ventura ed
ambasciatore di Sua Maestà presso la corte di Spagna, notò e
scrisse che “gli arcieri sono in grado di scoccare quattro o
cinque frecce prima che un archibugio sia pronto a sparare
una palla”. La ragione delle controversie e della confusione
di idee che oggigiorno regna sull’arcieria militare dei
giorni di gloria del grande arco, è dovuta allo scarso o
inesistente numero di reperti archeologici giunti a noi da
quel periodo.
Tre sopravvissuti dell’epoca
rinascimentale
Non vi sono longbow del primo
medioevo disponibili per lo studio. Vi sono tuttavia tre
archi rinascimentali “sopravvissuti”, oltre a quelli più
noti della Mary Rose esposti a Portsmouth: sono i meno noti
e meno studiati archi di Flodden (1513), Mendlesham (1540) e
Hedgeley Moor (1464).
Quest’ultimo unico ed
importantissimo pezzo pare sia stato usato nella famosa
guerra civile delle Due Rose, le casate degli York e dei
Lancaster, ed è il più antico esemplare di arco da guerra in
nostro possesso.
Si può ragionevolmente credere
che questo sia quanto di più vicino sia giunto a noi da
quegli anni leggendari, ma per l’importanza e la delicatezza
di tali testimonianze questi reperti verranno in dettaglio
presi in esame in un prossimo articolo.
Stefano Benini
Fonti
- John Jolliffe, trad.
Froissard’s Chronicle, The Modern Library, 1967.
- Geoffrey Trease, The
Condottieri Soldiers of Fortune, H.R.W. 1971.
- Kenneth Fowler, The Age of
Plantagenet and Valois, C.F. Plutnam’s Sons, 1967.
- Richard A. Newhall, The
Chronicle of Jean de Venette, Columbia Univ. Press 1953.
- John Smythe, Certain
Discourses Military, J.R. Hale, Cornel University Press
1963.
- The Medieval English
Longbow:
haracteristics and Origins, by
Robert E. Kaiser, M.A. 1980.