Arco n.2
2000
 


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Voglia di preistoria
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Himalaya, alle origini dell'uomo

  

La scelta del legno

 

DI NICOLA SILVANO BORRELLI

 

 

Nella precedente puntata dei buoni consigli, ho descritto che cosa dovreste o come dovreste agire per ricavare dei listelli da arco, ottenendoli da paletti tagliati o acquisiti. In questo articolo prenderò in esame le operazioni da seguire se i meno fortunati, per questioni ambientali o di tempo, devono ricorrere all’acquisto, in segheria o in falegnameria, di una tavola o addirittura di un listello di legno adatto alla costruzione di un arco antico o tradizionale.

 

I legni in commercio

I legni che generalmente si trovano in questi laboratori sono: olmo, frassino, faggio, betulla, acero, quercia e ciliegio. Gli altri legni, cui si fa normalmente ricorso per la costruzione di mobili o arredamenti, sono praticamente inutili. Consiglierei, tra i legni che vi ho elencato prima, in particolare olmo e ciliegio, come ultima spiaggia gli altri. Però attenzione, potreste, per un caso fortunato, trovare in alcune segherie legni quali: tasso, hikory, citiso o addirittura trovare della maclura pomifera.

Comunque, fortunati o meno, tutti i legni sopra citati, sono disponibili sotto forma di tavole di spessore e lunghezza variabili, normalmente per i legni da opera (cioè quelli selezionati e adatti per la costruzione di  mobili, suppellettili, ecc.) gli spessori ricorrenti, per convenzione, sono: 3-4-5-6-8-10 cm, mentre la lunghezza delle tavole varia normalmente tra i 2,50 ed i 4 metri. Vi descriverò come normalmente vengono tagliati i tronchi per trarne legname da opera.

Per ottenere il listello che ci interessa dovremo tagliarlo dalla tavola con le modalità illustrate (fig.2).

Controllate bene le tavole

Prima di passare alle problematiche realizzative, permettetemi ancora alcuni consigli molto importanti sulla scelta delle tavole. Fate attenzione che queste non siano state ricavate da alberi morti “in piedi”, cioè tagliati ormai “cadaveri” in seguito a malattie, incendi; abbattuti a causa di una frana, o colpiti da un fulmine. Non fate quella faccia stupita e  interrogativa! L’olmo, se è morto o malato, assume una tinta rossiccia su tutta la superficie della tavola senza evidenziare la parte dell’alburno che, in una tavola sana, dovrebbe risultare bianco.

Portate con voi un piccolo pialletto molto affilato ed in presenza del titolare della segheria provvedete ad asportare sulla parte centrale della tavola scelta un piccolo truciolo.

Se l’odore assomiglia un po’ a quello dei miasmi fognari ringraziate ed andate a cercarvi un’altra segheria; questo vale anche per gli altri. Il ciliegio oltre al cattivo odore ha delle zone scure nei contatti degli anelli d’accrescimento o addirittura delle chiazze chiare tipo impetigine su varie parti della tavola.

Il citiso ha delle striature nere nei contatti degli anelli d’accrescimento subito sotto l’alburno, dove questo, che ha colorazione bianco avorio, cede repentinamente il passo alla tipica colorazione giallo caldo dorato. L’asportazione di un piccolo truciolo sulla parte dell’alburno di questa essenza ne denuncia, inoltre, con un tipico scricchiolio di legno frollo, la cattiva qualità.

 

Procedimenti di stagionatura forzata

In ultimo, attenti che queste essenze, nella fattispecie l’olmo ed il ciliegio, non siano provenienti dagli Stati Uniti o dall’ex Jugoslavia (legni Slavonia) perché, da qualche anno a questa parte, sono sottoposti a procedimenti di stagionatura forzata (in forno), quindi le loro caratteristiche meccaniche sono assolutamente negative per la costruzione del nostro attrezzo.

Comunque non vi rattristate! Siete stati fortunati e finalmente possedete un bel listello di legno per il vostro arco e contemplandolo vedrete come Michelangelo l’opera d’arte che esso contiene; basta togliere la parte in eccesso ed ecco l’arco bello e fatto.

Scusate, dimenticavo di far alzare i più fortunati che sono ancora lì in adorazione del paletto di tasso che hanno fortunosamente trovato, alzatevi e coraggio, il tasso se cattivo puzza da subito. In questo caso non arrabbiatevi, sarete più fortunati la prossima volta. Non arrabbiatevi con me, che sono un buono e mi impegno fin da subito a spiegarvi in una prossima chiacchierata come, con opportuni trucchetti, anche un legno malaticcio e non molto nobile possa diventare un buon arco, come nella storia del rospo che diventa principe, quindi baciatelo!

 

Nicola Silvano Borrelli

 

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